sabato 28 marzo 2015

giovedì 12 marzo 2015

NAPOLI CHIAMA AVELLINO

Il fatto.
Anche il Coordinamento di Napoli si attesta su una linea di decentramento spinto e dà un improvviso colpo di accelerazione verso una profonda autonomia dalle decisioni di una conferenza regionale nominata.
Ma andiamo con ordine. Recentemente la conferenza regionale ha individuato una serie di “esperti” per le varie linee di azione chiedendo poi ai vari governatori di indicare i collaboratori locali di tali coordinatori di settore.
Ma i governatori della provincia di Napoli non sembra che abbiano gradito questo blocco di nomi,  condivisibili nelle persone, ma non condivisi nel metodo di scelta.
È scattata una ovvia rimostranza rispetto alla moda della nomina dei fedeli scudieri, sempre più in voga in questa italietta pseudo feudale di valvassini e valvassori.
Da qui nasce, nella riunione di stasera 12 marzo, una movimentata contestazione che è sfociata poi nella bocciatura del modello di statuto di conferenza che il regionale aveva avviato a ratifica.
La doglianza per la mancata partecipazione della Confederazione al bando di gara per l’emergenza territoriale dell’ASL NA3Sud, ha fatto il resto.
Alla fine della riunione ha prevalso, con quasi totalità dei presenti, un senso di responsabilità e l’esigenza di confrontarsi con altri pezzi della regione Campania che stanno ragionando sulla possibilità di costituire soggetti territoriali che autodeterminino i propri destini (vedi http://confraternitedimisericordia.blogspot.it/2015/02/autonomia-ad-avellino_16.html ). In pratica Napoli chiama il Coordinamento di Avellino al confronto per stabilire linee comuni di azione e convergenza su soluzioni condivise.

Le prime riflessioni.
È chiaro che l’assetto imposto alla base e la politica della contribuzione eccessiva, creino dissapori ed insoddisfazioni che, nella gestione di un movimento di volontariato, generano demotivazione profonda in un momento che, economicamente parlando, sta stressando non solo gli individui ma anche e soprattutto le organizzazioni sempre più estenuate da una domanda che cresce e da mezzi sempre più scarsi per fronteggiarla.
Certamente i quadri confederali non si stanno dimostrando all'altezza della situazione: sembrano non comprendere i momenti di difficoltà (tranne i loro) e allora chiedono quote più care e si inventano nuovi servizi a pagamento come la retta per i ragazzi di servizio civile.
I governatori accettano i sacrifici ma poi se vedono promossi a selettori e progettisti giovani di buone speranze lasciando nelle retrovie le certezze di chi ha sempre e gratuitamente offerto la sua esperienza, qualche legittima perplessità se la pongono!
Firenze, come la Roma del basso impero, è lontana dalle trincee e si crogiola delle antiche vestigia lisciandosi la chioma come vecchia donna al ricordo di gioventù sfiorita.

La proposta.
Non ci sembra giusto infierire proprio in questo momento di sbandamento anche sotto attacco mediatico!
Allora ci prendiamo la briga di ricordare le soluzioni che stanno nel nome.
Invitiamo, come giustamente indicato dal coordinamento di Napoli, al confronto aperto, onesto intellettualmente, sincero, corale, che richiami alle radici, alla gratuità, alle giuste motivazioni, che ripudi gli accentramenti, le deviazioni, le degenerazioni, gli arrivismi più biechi.
Ma ricordiamo che questo non basta per chi si ispira alla Misericordia Divina.
Anche un momento di raccoglimento e di preghiera non deve mancare.
Ritrovarsi a collegarsi al Padre ci ha sempre fatto uscire anche da caos peggiori.
Lo so. Molti increduli staranno sorridendo con il ghigno di chi non crede in certi Strumenti.
Purtroppo è questa la più amara e concreta certezza: le fila si sono ingrossate di soggetti che fanno finta di pregare. Preghiamo anche per loro!
Vi chiedo: sarebbe il caso di incontrarci a Pompei a metà aprile per raccoglierci e dimenticare per un giorno le convenzioni milionarie che ci hanno diviso e concentrarci sul servizio che ci è stato affidato?


venerdì 27 febbraio 2015

PIANGO I PADRI.

La potenza mediatica di una trasmissione televisiva non ci deve lasciare sconcertati.
Può da sola mettere in ginocchio secoli di storia costruiti giorno per giorno. Lo sappiamo.
La trasmissione di Servizio Pubblico di Michele Santoro del 26 febbraio, suo malgrado, ha sortito questo effetto immediato. Anche nel più recondito villaggio dove con tanto onore e tanta abnegazione, decine di volontari si sono fatti stimare al servizio della collettività, sono girati i sorrisini di scherno che tendono a smontare il teorema che ci possono essere a questo mondo persone che gratuitamente facciano qualcosa in più del dovuto per far funzionare meglio la società ed alleviare le sofferenze dei più deboli.

Non si può, del resto, gioire quando queste macchine si mettono in moto, come giustizieri implacabili, contro i soprusi, le violenze, le sopraffazioni e quant’altro ci indigna se tutte queste cose sono commesse da altri e gridare allo scandalo ed alla menzogna se ci sfiorano o ci toccano nel vivo. Ad esse si può rispondere mettendo in campo le nostre ragioni (se ne abbiamo) e tentando di convincere l’opinione pubblica che l’operazione è calunniatrice ed ingannevole. Da questo confronto viene fuori normalmente la migliore approssimazione della Verità che noi poveri mortali possiamo intercettare in questo mondo. Altrimenti capo cosparso di cenere!

Certo lascia sgomenti come una confederazione di associazioni di volontariato possa arrivare al centro di intrighi internazionali e di inenarrabili vergogne. Avremmo potuto evitare tanto con una maggiore attenzione (che da anni invochiamo) e con lo sforzo di evitare i campi minati dell’ingordigia e della presunzione di onnipotenza perché trincerati da una santa alleanza col “bene presunto” ed all’ombra di potentati politici effimeri e rappresi nel turbinio delle repubbliche.

Potremmo dire che lo avevamo detto ma sta peggio di Cassandra chi si vergogna di aver avuto ragione!

Cosa dire ai volontari che si sentono traditi, come chiedere perdono ai Papi a cui abbiamo baciato la mano e a cui abbiamo promesso fedeltà ai principi della Carità?
Non so.
Pure se queste sono domande pesanti ritengo che il pensiero più deferente debba andare ai padri fondatori che ci guardano con sguardo di ammonimento senza appello: i figli se la sono meritata tutta!!!


LINK UTILI





martedì 24 febbraio 2015

EMERGENZA VESUVIO: RIELABORATA LA ZONA GIALLA

È ufficiale dal 13/02/2015: "Sono 63 i Comuni inclusi nella nuova zona Gialla del Vesuvio insieme ai quartieri di Barra, San Giovanni e Ponticelli del Comune di Napoli".
La zona gialla è stata riperimetrata rispetto ai precedenti piani portando dentro i comuni che possono essere interessati statisticamente dalla probabilità di superamento del 5% del carico di 300 kg/mq determinato dall'accumulo di ceneri vulcaniche. 
L’ipotesi è di un’eruzione sub-Pliniana e le probabilità sono state determinate in funzione della direzione variabile del vento. Secondo questi calcoli, spessori di deposito maggiori di 10 cm possono coprire aree a distanza di 20-50 km dal vulcano; ovviamente, l’estensione dell’area esposta alla ricaduta di ceneri dipende dall'altezza della colonna eruttiva e dalla direzione dei venti al momento dell’eruzione.
I Comuni della zona gialla sono stati definiti considerando le statistiche storiche del vento in quota, statistiche che indicano le direzioni est e sud-est come quelle dove il vento spira più giorni all'anno: perciò, nello scenario eruttivo considerato, quest'area è considerata quella con una probabilità maggiore di essere coinvolta nella ricaduta di ceneri vulcaniche con il possibile conseguente crollo dei tetti.
I 63 Comuni interessati dovranno tener conto del problema nei piani di emergenza identificando le strutture sicure staticamente per un pronto ricovero dei cittadini nel caso che si debba provvedere a evacuare la popolazione, in tutto o in parte, fuori dal Comune.
"Naturalmente l'obiettivo di medio termine - ha aggiunto l'assessore regionale Cosenza - è quello di evitare completamente queste problematiche, mettendo in sicurezza tutte le coperture della zona gialla. A tal fine la delibera approvata dalla Giunta regionale fornisce anche indicazioni sui carichi verticali da cenere (concomitanti con la pioggia), che dovranno essere considerati nella realizzazione di nuove costruzioni o nell'adeguamento delle esistenti, e sugli spessori di cenere attesi. Sarà molto importante l'adozione di tali indicazioni da parte dei Comuni che potranno inserirle nei Piani Urbanistici comunali. Finalmente poniamo rimedio ad una mancanza dei decenni passati. Anche i comuni in zona rossa potranno utilizzare le indicazioni per la messa in sicurezza delle coperture.
"Oltre al problema del collasso dei tetti, la deposizione delle ceneri vulcaniche può produrre, a livello locale, l’intasamento delle fognature, difficoltà di circolazione degli automezzi, interruzione di linee elettriche e di comunicazione, possibilità di arresto di motori. Pertanto, sono fornite indicazioni sugli spessori di cenere anche al di fuori della zona gialla: i Comuni in un’area molto vasta intorno al Vesuvio dovranno tenerne conto nella redazione dei piani di emergenza, considerando azioni per ripristinare immediatamente la funzionalità di tutti i servizi essenziali", conclude Cosenza.

"La delibera regionale – ha ribadito il capo del Dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli - è un ulteriore tassello del complesso puzzle che è la pianificazione di emergenza; infatti, si aggiunge al decreto del presidente del Consiglio dei Ministri sull'aggiornamento della zona rossa vesuviana, agli indirizzi per l'aggiornamento della pianificazione che devono essere pubblicati in Gazzetta Ufficiale. E ancora una volta emerge come la condivisione dell'intero percorso all'interno del Servizio nazionale della protezione civile sia fondamentale, partendo proprio dai Comuni."

lunedì 16 febbraio 2015

AUTONOMIA AD AVELLINO.

Il coordinamento della provincia di Avellino, guidato dal confratello Gabriele Lucido, governatore della Misericordia di Sant'Angelo dei Lombardi, è uno dei coordinamenti di Misericordie più rappresentativi d’Italia. Oltre trenta associazioni tra cui le più longeve della regione.
Ad Avellino infatti nascono le prime Misericordie della Regione Campania all'indomani del terremoto dell’Irpinia ed a seguito del seme gettato dai numerosissimi volontari che dalla Toscana e da altre parti d’Italia giunsero a dare soccorso in quei giorni di tremendo dolore.
Da decenni lo stesso coordinamento ha garantito alle popolazioni della provincia tanti servizi, tra cui il 118, guadagnandosi la stima e l’affetto delle popolazioni ed irradiando di buoni esempi tutta la regione.
In tali condizioni storiche è logico attendersi che si soddisfi una legittima istanza di autonomia che sia il riconoscimento della maturità di un movimento territoriale.
Oggi di fronte all'immobilismo degli organi regionali e nazionali, che a tutt'oggi, contrariamente a quanto accaduto in tempi non sospetti, a valle dell’approvazione del nuovo statuto, in altre regioni che hanno costituito le federazioni regolarmente fondate ed elette, la Campania resta al palo e si vede fanalino di coda nel processo di autonomia che pur aveva contribuito fortemente a far passare.
Responsabilmente, la provincia più importante della regione per il movimento delle Misericordie prende l’iniziativa e rompe gli indugi convocandosi per il 28 prossimo con all'ordine del giorno la costituzione del soggetto autonomo di livello provinciale.

È chiaro il valore provocatorio che va oltre a quello reale, pur importante, della nuova costituzione: speriamo che nelle alte sfere tra consorzi, grandi appalti e progettifici, si capisca che si deve trovare anche il tempo da dedicare alla base fatta di associazione stimate e maggiorenni.

mercoledì 14 gennaio 2015

IL MODELLO SUPER-MISERICORDIA AVANZA

Annunci fragorosi fanno sapere che il 9 gennaio scorso Confederazione e Federazioni Regionali già costituite si sono date appuntamento alla firma del Consorzio Opere di Misericordia.
Cominciamo a vedere da dove si parte. L’idea, molto più sana nella costituzione, parte una decina di anni fa su input dell’allora vice presidente Nazionale Emilio Capriolo che ebbe l’idea di consorziare le cooperative che erano nate numerose nell’alveo di Confraternite di Misericordia.
Il bisogno nasceva dalla possibilità, che si intuiva, di creare un network che potesse appoggiare le azioni del Volontariato e che potesse rispondere alle crescenti iniziative di attività professionalizzate che si andavano determinando in tutte le regioni.
Le vicende della indimenticata Millenium travolsero tutto. Le amministrazioni che seguirono non cedettero nel progetto e non lo difesero abbastanza anzi presto lo arenarono e lo liquidarono.
Oggi si riparte.
Chi erano i soci all’epoca? Imprese sociali collegate a singole Misericordie e la Confederazione che determinava il momento di unione e di raccordo.
Oggi partecipano Confederazione Nazionale e le Federazioni Regionali già costituite.
Praticamente la quasi totalità del Consiglio di presidenza.
Firmano
1.     il presidente nazionale Roberto Trucchi,
2.     il tesoriere Maria Pia Bertolucci e Presidente del Consorzio ,
3.     il presidente della Federazione Calabria – Basilicata, Consigliere Nazionale, Consigliere di Presidenza e Vice Presidente Nazionale Leonardo Sacco,
4.   il presidente della Federazione Toscana e consigliere Nazionale Alberto Corsinovi,
5.     il presidente della Federazione Puglia, Consigliere Nazionale, Consigliere  di Presidenza Gianfranco Gilardi,
6.     il presidente della Federazione Emilia Romagna, Consigliere Nazionale, Consigliere di Presidenza Israel De Vito.
Queste sei persone hanno in mano Confederazione e Consorzio: un Gotha Pensante e Governante per tutta l’Italia.
Stavolta il modello è ancora di più quello della Super Misericordia che si ibrida anche a consorzio di impresa. Le scelte sono fatte. Chi non si adegua viene espulso.
Il Volontariato è un ricordo asservito alla partecipazione alle gare.
Si legge nel comunicato sul sito istituzionale “Al consorzio, che potrà partecipare a gare di appalto pubbliche e private mediante la predisposizione di offerte in nome proprio o in nome, per conto e nell'interesse di uno, di alcuni o di tutti i consorziati, possono aderire tutte le Misericordie e le strutture d’impresa da esse promosse.”
Il Consorzio non costituisce un appendice delle Misericordie ma è un mixer di associazioni di volontariato e imprese sociali con direzione coincidenti.
Se questo è il futuro, la riforma del terzo settore dovrà presto rivedere gli albi regionali, le esenzioni, le facilitazioni, il sistema delle convenzioni ed il sistema delle gare di appalto … o forse questo tipo di iniziative è fuori dal sistema?!

martedì 6 gennaio 2015

I POVERI NON POSSONO DIVENTARE UN’OCCASIONE DI GUADAGNO

Adesso che la frase intercettata dalla forze dell’ordine (“Si fanno più soldi con gli immigrati che con la droga”) è diventata probabilmente la più odiosa tra quelle pronunciate dai membri della cupola mafiosa capitolina, torna alla mente una denuncia della Caritas di Roma affidata ad una nota appena dopo i fatti di Tor Sapienza. La Caritas scriveva: “E’ il risultato di anni di abbandono, ma al tempo stesso l’effetto di politiche sbagliate verso i rom e i rifugiati, senza sforzi per l’integrazione e improntate soprattutto all’emergenza, frutto di istituzioni che non collaborano, di cooperative senza scrupoli che poco hanno a cuore la sorte delle persone che le sono affidate, di territori dimenticati dalla istituzioni, in cui sono parimenti vittime italiani e immigrati”. (Alberto Bobbio, Famiglia Cristiana, 5 dicembre 2014)

«Dietro l’impegno sociale si nascondono anche affaristi», perché «dovunque c’è da fare affari le organizzazioni criminali si lanciano». Lo dice Raffaele Cantone, magistrato e Presidente dell’Autorità anticorruzione, intervistato il 5 dicembre da Radio anch’io. «So quanto è pericoloso quanto sto per dire», aggiunge, «ma è importante anche per tutelare chi lavora bene: nel mondo dell’assistenza c’è il meglio dell’Italia, ma ci sono anche gli affaristi». «Il mondo cooperativo talvolta è meramente fittizio», insiste. «Nell’interesse degli onesti bisogna fare un’operazione di grande trasparenza»….  dice bene Cantone: i criminali si infilano ovunque c’è uno spazio per lucrare e fare affari. (Luciano Scalettari @lusca19 , Famiglia Cristiana, 5 dicembre 2014)

La carità non fa bene solo all'anima. (Massimo Gramellini @Gramellini 6/12/2014 Che tempo che fa - RAI 3)

Queste frasi dello scandalo sono finite su tutti mezzi d’informazione negli stesse ore in cui Papa Francesco, parlando ai volontari del Focsiv e alla Premiata come volontaria dell’anno Maria Luisa Cortinovis (da 47 anni cooperante in Ecuador) sottolineava che «i poveri non possono diventare un’occasione di guadagno».

Per un'economia in parte malavitosa e in parte clientelare: dai trafficanti alle coop. L'Ue ci addita il virtuoso esempio di Germania e Svezia, primi paesi per numero di domande di asilo. Ma, a parte il fatto che l'Italia nel 2014 ha avuto il maggior aumento delle domande di asilo (+144%, mentre la media europea si ferma al di sotto del +20%), in Germania e Svezia i profughi non arrivano su barche scassate, stremati e bisognosi di aiuto pubblico, restando il tempo necessario a rimettersi in sesto, arrivano per sistemarsi e diventare produttivi al servizio di economie cui la manodopera fa comodo. Eppure questa marea umana mette in modo un sacco di soldi anche da noi. Siamo un punto di passaggio obbligato.
Eccoli, i numeri del fenomeno. Dal primo gennaio a metà ottobre 2014 abbiamo fatto fronte a 918 sbarchi di 146.922 migranti, l'11% donne e il 21,2% minori. Per il Censis è un'emergenza «senza precedenti». Nel 2011, pur con le primavere arabe, gli arrivi erano stati 63mila, 13mila nel 2012 e 43mila in tutto il 2013. E le rotte provano che c'è dietro un traffico organizzato: il grosso dei profughi parte da Paesi lontani tra loro, Eritrea e Siria, ma passano sempre per il Sudan e l'Italia. Viaggi rischiosissimi, pagati fino a 5.000 euro a testa, che possono fruttare anche 1,3 milioni di euro a tratta. Prima attraverso il deserto su pick up stracolmi e poi via mare, su barche malridotte. Gli eritrei pagano meno e viaggiano nella stiva, con poca aria, cibo, acqua, e il maggior rischio di lasciarci la pelle in caso di difficoltà di navigazione. Che non sono un'optional ma, da quando c'era Mare Nostrum, una costante prevista dai trafficanti. Non appena ci si allontana dalle coste e il mare si fa grosso, gli scafisti hanno istruzione di telefonare alle autorità italiane per farsi venire a prendere.
C'è anche chi finisce male ancora prima di partire. Alcuni vengono venduti dai trafficanti a bande di beduini che li tengono prigionieri sottoterra nel Sinai. Potranno proseguire il viaggio solo se le famiglie mettono insieme i riscatti, fino a 30.000 dollari. Altrimenti verranno loro espiantati i reni, per venderli. Da il Giornale.it del 4/1/2015.

Oggi festa dell’Epifania, festa in cui Iddio incarnato si rivela a tutti noi, anche a noi delle Misericordie, guardiamoci intorno, guardiamoci dentro e ricordiamoci il monito di quel Papa che abbiamo voluto incontrare appena qualche mese fa: «i poveri non possono diventare un’occasione di guadagno».


Auguri di buon anno. Peppe De Stefano

sabato 6 dicembre 2014

RISOLUZIONE N. 102/E dell'Agenzia delle Entrate e obbligo di tracciabilità per le ONLUS

L’obbligo di tracciabilità previsto dall’articolo 25, comma 5, della legge 13 maggio 1999, n. 133, trova applicazione anche nei confronti delle associazioni senza fini di lucro e delle associazioni pro-loco.

Questo il link per la RISOLUZIONE N. 102/E pubblicata dalla Agenzia delle Entrate che ha recentemente sancito l’obbligo della tracciabilità anche per le associazioni senza fini di lucro:


Recentemente con la risoluzione del 19 novembre scorso l’Agenzia ha preso posizione sulla controversa questione dando, si spera, una parola definitiva riassunta di seguito.

PARERE AGENZIA

L’articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999 dispone che i pagamenti effettuati a favore di società, enti ed associazioni sportive dilettantistiche, nonché i versamenti da questi operati, se di importo superiore a lire 1.000.000 [euro 516,46], “sono eseguiti (…) tramite conti correnti bancari o postali a loro intestati ovvero secondo altre modalità idonee a consentire all’amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli, che possono essere stabilite con decreto del Ministro delle finanze (…)”.
In attuazione del citato articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999, il decreto del Ministro delle finanze 26 novembre 1999, n. 473, ha individuato, all’articolo 4, le modalità di effettuazione dei versamenti effettuati dagli enti sopra richiamati, comprese le erogazioni liberali a favore degli stessi, i contributi a qualsiasi titolo concessi, le quote associative ed i proventi che non concorrono a formare il reddito imponibile, stabilendo che tali versamenti possono essere eseguiti, oltre che tramite conti correnti bancari o postali, anche mediante carte di credito o bancomat. Analoghe modalità devono essere utilizzate per l’effettuazione dei pagamenti a favore dei medesimi enti (sempre che siano di importo superiore alla soglia normativamente prevista).
In sostanza, l’articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999 impone il ricorso a mezzi di pagamento che consentano la tracciabilità delle movimentazioni di denaro al fine di garantire lo svolgimento di efficaci controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria.
La stessa disposizione ricollega chiaramente la previsione delle specifiche modalità di pagamento e versamento alla possibilità di continuare ad applicare le disposizioni agevolative di cui alla legge n. 398 del 1991. In sintesi, il citato articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999 si applica non solo ai soggetti richiamati dal medesimo articolo ed a quelli cui siano state espressamente estese le “altre disposizioni tributarie riguardanti le associazioni sportive dilettantistiche” ma anche alle associazioni senza fini di lucro e alle associazioni pro-loco, in quanto destinatarie del regime fiscale recato dalla legge n. 398 del 1991.
Quanto poi alla seconda questione, si ritiene che, in linea con quanto sostenuto dall’istante, qualora vengano meno nel corso dell’anno i presupposti per l’applicazione del regime speciale di cui alla legge n. 398 del 1991, ivi compreso quindi il requisito della tracciabilità dei pagamenti, l’applicazione del tributo con il regime ordinario dovrà avvenire dal mese successivo a quello in cui sono venuto meno i requisiti (cfr. circolare n. 247/E del 1999, come modificata dalla circolare n. 43/E del 2000, nonché la risoluzione n. 123/E del 2006).

CHI HA DIRITTO AL REGIME AGEVOLATO INTRODOTTO DALLA 398/1991
L’introduzione delle legge n. 398 del 1991 ha apportato importanti novità nel panorama normativo del terzo settore, a favore di quegli enti che, accanto all’attività istituzionale intendono svolgere anche una attività di natura commerciale.
Le categorie di enti non profit che possono beneficiare delle agevolazioni introdotte dalla legge in esame sono:
·         Associazioni sportive dilettantistiche iscritte al Coni
·         tutte le associazioni senza scopo di lucro e pro-loco (a seguito dell’introduzione dell’art. 9-bis del D.L. n. 471/1992, convertito in Legge n. 66 del 6/2/1992);
·         società sportive dilettantistiche, in qualunque forma costituite (art. 90 legge 289/2002);
·         associazioni bandistiche e ai cori amatoriali, alle filodrammatiche, di musica e danza popolare (art. 2 comma 31 legge n. 350 del 24/12/2003).

QUESTI SONO I REQUISITI NECESSARI PER L’ACCESSO AL REGIME


Requisiti soggettivi
Requisiti oggettivi

Hanno accesso al regime 398/91 gli enti associativi che contemporaneamente:
·         Non perseguono finalità di lucro nello svolgimento dell’attività istituzionale;
·         Svolgono un’attività sportiva riconosciuta dal Coni (dunque risultano iscritte nel relativo registro) e sono affiliate ad una Federazione Sportiva Nazionale o ad un Ente di Promozione Sportiva riconosciuti dal Coni (se trattasi di associazioni o società sportive dilettantistiche).

Le Associazioni devono dimostrare di aver avuto:
·         Proventi dell’anno precedente, derivanti dall’attività commerciale, non superiori a euro 250.000.

Restiamo a disposizione per approfondimenti. scriveteci a : joedes@virgilio.it . 

martedì 2 dicembre 2014

Questione Palagiano: si accende il dibattito!

Ci giungono dettagliate puntualizzazioni sul caso di Palagiano che di seguito riportiamo in estratto per chiarezza di informazione. A scrivere è la dottoressa Mariangela Palazzo, che ha svolto il ruolo di commercialista dell’Ass. Confraternita Misericordia di Palagiano dal 2012 al 2013.

“Fino all’Ordinanza di Sospensione del Tribunale di Taranto del 04.12.13, ignoravo le beghe giudiziarie subdole che serpeggiavano, ed ero estranea ai rapporti degli associati. Il Direttivo Sospeso da detta Ordinanza ha ritenuto di portarmi dall’allora legale dell’Associazione per comprendere il significato di tale Ordinanza, e rilevando, a mio personale parere molta confusione, mi sono attivata per fare chiarezza, fino ad entrare nel merito della questione che ritengo senza parole!!!
Tutto ha origine da un Direttivo con mandato scaduto, al di sotto del minimo legale, senza libro associati e che non provvedeva a convocare l’assemblea di rinnovo. Gli associati chiedevano l’intervento della Confederazione per mettere fine a tale gestione. Ecco che la Confederazione invia una sua delegazione per provvedere alle regolari nuove elezioni. E finalmente il 20 Aprile 2012 l’Associazione di Palagiano riesce a rinnovare i suoi organi.
Ma viene commessa, in buona fede, una superficialità, nessuno controlla la regolarità delle convocazioni, fatte ad opera del resistente uscente organo direttivo. Bene questo errore è fatale per la serenità dell’Associazione, perché l’uscente, non più desiderato dagli associati, non accetta la sconfitta ed impugna in Tribunale il vizio di forma nella convocazione dell’assemblea elettiva, invocando che era stata inficiata la democraticità.
omissis
No, era solo l’inizio dell’uso artato del diritto. L’Ordinanza di Sospensione non ha annullato assolutamente le elezioni, infatti, ha sospeso, nelle more, il Direttivo in essere, tanto che il giudizio è allo stato ancora in corso, e l’udienza è fissata per febbraio 2015, in cui si discuterà, appunto, se fu veramente lesa la democraticità, tanto che qualcuno non sapesse delle elezioni.
Non per diritto, ma quale considerazione di buon senso, richiamo l’attenzione di tutti su un aspetto: chi convoca l’assemblea elettiva? L’Uscente. Chi ha impugnato le elezioni? L’uscente. Ma il vizio da chi è stato creato? Dall’uscente.
La Confederazione ha una responsabilità: la superficialità, ma certo in buona fede! Vi chiederete perché la Sospensione allora? Purtroppo il caos crea errori. La difesa del Direttivo Sospeso non è riuscita a linearizzare la questione che come vedete è sin troppo chiara, ed il Giudice nel dubbio di una mala gestio ha sospeso.
 omissis
Come se non bastasse, il vecchio direttivo avrebbe dovuto far rilevare al Giudice che si ritrovava nello stesso giudizio Attore a titolo personale e resistente quale rappresentante legale, ma non ci ha neanche pensato. Gli associati nella disperazione più totale hanno invocato varie volte il Commissariamento Confederale nuovamente, siamo al dicembre 2013. La Confederazione, volendo rimanere estranea, ha invitato il Rivissuto Direttivo ad una convocazione assembleare al fine elettivo, ma non ci pensavano proprio, certi di non avere i consensi della base.
Finalmente la Confederazione scende in campo per ripristinare la legalità e nomina il Commissario o, meglio, il Delegato, finalizzando la nomina a portare gli associati a nuove elezioni. Siamo al 07.02.2014. A cosa è servito ci chiediamo ad oggi?
 omissis
Il rivissuto direttivo NON RICONOSCE IL COMMISSARIO e gestisce, “comanda”, non si discute! Il diritto? È una cosa che si mangia. Dal 07.02.14 il rivissuto direttivo si ricorda che non riconoscendo la nomina confederale doveva quantomeno impugnarla, e lo fa il 31.03.14, dopo quasi due mesi, dinnanzi ai Probiviri Nazionali Confederali.
Il Tribunale è lento e la procedura pur in presenza di evidenze non è scavalcabile, i Probiviri sono un po’ più veloci, e dal 31.03.14 in data 17.10.14 si esprimono. E’ valida la nomina Confederale. (Io personalmente da dottore commercialista con revoca di mandato ad opera del rivissuto direttivo, alla richiesta di consegna documentale da parte dello stesso, non mi sono mai rifiutata. Ho solo chiesto dimostrazione di legittimità a consegnare al direttivo rivissuto in luogo del commissario. La risposta? Causa contro di me. Giudizio che li ha visti perdenti, ovviamente, e che ha confermato la validità della Nomina Confederale.)
In data 04.11.13 anche il Tribunale ha emesso una sentenza dando per valida la nomina del Commissario Confederale. Dal 07.02.14. Di contro il Commissario “spaventato” dal 07.02.14 ad oggi 01.12.14, nonostante l’ormai evidente chiarezza, se mai ci fosse stato il dubbio, non sappiamo cosa aspetta, è inerte.
Il mandato Confederale ricevuto non è di fatto eseguito. Gli associati continuano a vivere nel caos, dei signori non si sa a che titolo gestiscono di fatto, il commissario è fermo e l’assemblea è delegittimata.
Ecco la verità della triste storia dell’Ass. Misericordia di Palagiano, che continua ad essere depauperata con le spese legali, perché le cause sono foraggiate dalla cassa dell’Associazione ovviamente!!!
 omissis
Ma vi siete chiesti da cosa nasce realmente tale scempio?
Da alcuni soci fondatori Amici che ad un certo punto litigano ed iniziano ad “usare” i volontari più operativi, ragazzi, che tenevano davvero alla vita associativa ed ignoravano una serie di aspetti, e diventano centrali delle loro beghe accollandosi querele e cause con il loro portafoglio.
Oltre il danno associativo, la beffa personale!!!!
                                                                             Mariangela Palazzo

martedì 21 ottobre 2014

Legge di stabilità e non profit, le novità

Tratto integralmente da       


LEGGE DI STABILITÀ
17/10/2014
Legge di stabilità e non profit, le novità
di Riccardo Bonacina
Misure finalmente riparative per donazioni alle Onlus e 5 per mille. Gli stanziamenti sui Fondi sociali e per la legge Delega, ed altro ancora.


Centododici pagine e 47 articoli, questa è la Legge di stabilità licenziata mercoledì 15 ottobre dal Consiglio dei ministri e che entrerà in vigore il 1 gennaio 2015 dopo i passaggi parlamentari. “Una manovra espansiva . Ha una filosofia precisa che va salvaguardata. I suggerimenti sono bene accetti ma a saldo zero", ha avvertito Renzi.
Che novità per il Terzo settore e non profit? Ecco le principali:

  • Fa una certa (buona) impressione all’art. 3 il super stanziamento per realizzare i propositi del piano del Governo sulla “Buona Scuola”, 1 miliardo nel 2015 e 3 miliardi nel 2016. Riferiti certo al piano straordinario pdi assunzioni docenti, ma anche all’alternanza scuola-lavoro e ai progetti di scuole aperte.
  • All’art 14 sono previsti 50 milioni per la cura delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d’azzardo. Ed è la prima volta che una legge di stabilità prevede tale stanziamento.
  • All’art. 15 una buona notizia per le Onlus ed anche una vittoria per la battaglia che Vita insieme a tante organizzazioni aveva intrapreso a fine 2013 riguardo le disparità tra donazioni ai partiti e donazioni alle Onlus previste dalla Riforma Letta sul finanziamento ai partiti. Bene ora la Legge di stabiltà del Governo Renzi ristabilisce un quadro di pari opportunità: le detrazioni per donazioni alle Onlus, infatti, sono previste al 26% per importi non superiori a 30.000 euro (il limite precedente era di 2.065 euro!).
  • Un'altra epocale notizia all’art. 17 comma 5, dopo 8 anni, finalmente, per il 5 per mille previsto uno stanziamento certamente capiente a far sì che il 5 per mille sia effettivamente 5 e non 4 o 3!. Lo stanziamento è di 500 milioni.
  • Stabile lo stanziamento per il Fondo politiche sociali previsto in 300 milioni. Interessante la quota aggiuntiva di 12,5 milioni destinata ai minori non accompagnati e i 100 milioni destinati al rilancio di sistemi territoriali di servizi socio-educativi per la prima infanzia (art. 17 comma 10).
  • Al comma 8 previsto un sostanzioso incremento dell'unica misura in campo contro la povertà, la discussa Social card, lo stanziamento è di 250 milioni (era di 50 mln).
  • Al comma 11 dello stesso articolo il Fondo per la non autosufficienza stabile a 250 milioni.
  • Al comma 21 dell’art. 17 lo stanziamento per quanto previsto dalla Legge di Riforma delega sul Terzo settore, impresa sociale e Servizio civile. Queste le cifre: 50 milioni nel 2015, 140 milioni nel 2016, 190 milioni nel 2017. Pochi rispetto a quanto previsto nel testo della Delega.

sabato 18 ottobre 2014

da Lampedusa all' Irpinia passa il modello della SuperMisericordia

Di seguito potete leggere una corrispondenza a distanza che non ci fa onore.
L’antefatto è riassunto brevemente nella decisione dell’ultima assemblea confederale delle Misericordie in cui, abbastanza inopinatamente, la Misericordia di Calitri è stata messa alla porta (vedi anche il post del 28 maggio 2014 “un caso di Giustizia” su questo blog). In seguito alla sospensione ed alla espulsione la confederazione, contrariamente ad altri casi, sottraeva alla Fraternità di Misericordia di Calitri la gestione dei punti di 118 del territorio ad essa affidati da decenni, affidandoli, senza parere del coordinamento della provincia, alla Misericordia di Montella.
Non contenti della immotivata persecuzione gli organi confederali, anche ora contro ogni prassi e precedente caso, nel mese di settembre fanno girare la seguente missiva che il comune di Calitri affigge nelle bacheche del paese in ossequio a non bene precisate norme di pubblicità unilaterale di faccende private!
Altri commenti alla intelligenza dei lettori.





A tanto la Misericordia di Calitri risponde in questi giorni così:





Giacciono nel frattempo in confederazione ricorsi ai probiviri inevasi, richieste di chiarimenti da parte di autorità ecclesiastiche e monta il caso dell’Alta Irpinia dove si stanno consolidando piccoli potentati che poco sanno di volontariato e che agiscono a prescindere dagli organi democratici di confederazione (il Coordinamento della Provincia di Avellino si era espresso contro la espulsione di Calitri!) con il coordinatore completamente esautorato delle funzioni e dove imperversano plenipotenziari e fiduciari con accento toscano ad imporre condizioni non condivise dal territorio sullo stile Benevento!

In fondo anche l’affaire Lampedusa rientra nella strategia di accentramento della gestione ispirata alla idea di confederazione SuperMisericordia che supera e mortifica il concetto di autonomia ed autodeterminazione dei territori. Come a Lampedusa si avalla la linea dell’appalto che contempera gli interessi superiori delle ragion di stato ( http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/04/lampedusa-riapre-il-centro-migranti-a-dirigerlo-il-suocero-del-fratello-di-alfano/1143347/  ) e si scoraggiano e si confondono le potenzialità del territorio che in quel caso si chiamano Misericordia di Palermo, così in Campania si utilizzano i capetti per far passare un concetto estraneo al movimento di efficienza aziendalistica per tappare le falle di bilancio che si sono create.
Ovviamente la stessa pavida amministrazione confederale è pronta a riconsiderare queste strategie quando si trova tra la Sicilia e e la Campania!

martedì 26 agosto 2014

Campania: Il COLLEGATO ALLA LEGGE DI STABILITÀ REGIONALE 2014 sposta ad ottobre i termini della regolarizzazione del volontariato.

Col COLLEGATO ALLA LEGGE DI STABILITÀ REGIONALE 2014 i termini per presentare i documenti richiesti dal Regolamento Regionale 7 Aprile 2014 nei termini precedentemente fissati slittano fino al 30 Ottobre 2014.Le organizzazioni di volontariato hanno altro tempo per regolarizzare la loro posizione e per provvedere alle integrazioni documentali previste dall’articolo 23, comma 2, del Regolamento regionale 7 aprile 2014, n. 4 (Regolamento di attuazione delle legge regionale 23 ottobre 2007, n. 11 – legge per la dignità e le cittadinanza sociale. Attuazione della legge 8 novembre 200, n. 328).

La  LEGGE REGIONALE N. 16 DEL 7 AGOSTO 2014 che ha introdotto la modifica di proroga si trova sul BURC  n. 57 del 7 Agosto 2014.
La domanda dovrà prevedere di allegare:
1. Dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà resa ai sensi dell'art. 47 del DPR n. 445/2000 attestante il permanere dei requisiti previsti per la iscrizione dell'organizzazione nel registro;
2.  Elenco nominativo degli aderenti che ricoprono le cariche associative  sottoscritto dal legale rappresentante nonché copia del documento di riconoscimento dello stesso come previsto dall'art. 38 del DPR 445/2000;
3. Relazione sottoscritta dal legale rappresentante delle attività svolte nell'ultimo biennio;
4. Relazione sottoscritta dal legale rappresentante illustrativa delle modalità di svolgimento delle attività che l'organismo associativo intende svolgere;
5. Documentazione relativa alle entrate di cui all'art. 5, comma 1, della L. n. 266/1991 con l'indicazione nominativi dei soggetti eroganti;
6. Elenco delle convenzioni stipulate con lo Stato, la Regione, gli enti locali e con altri enti pubblici ai sensi dell'art. 7 della L. n. 266/91;
7. Copia conforme dell'ultimo bilancio economico consuntivo approvato, con verbale di assemblea nella quale detto bilancio è stato approvato, nonchè copia della polizza assicurativa relativa ai propri aderenti che prestano attività di volontariato, contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell'attività stessa e per la responsabilità civile verso i terzi;
8.  Copia del libro soci;
9.  Dichiarazione sostitutiva del certificato del casellario giudiziario e dei carichi pendenti resa dagli aderenti che ricoprono cariche associative in forma di autocertificazione ai sensi dell'art. 46 DPR 445/2000.

venerdì 22 agosto 2014

In Liguria la riabilitazione a carico delle famiglie.


Comincia dalla Liguria un pericolosissimo trend a diminuire dell’assistenza ai portatori di handicap.

Come potete leggere nel riquadro sottostante ripreso da IL GIORNALE nell’edizione di Genova, è riportata la notizia di ticket imposti alle famiglie per la frequenza dei Centri di Riabilitazione.



E’ un campanello di allarme che parte da una regione economicamente non tra le deboli. immaginiamo cosa potrà succedere quando le nostre regioni meridionali dovranno affrontare analoghi problemi di bilancio.

Un dibattito che cerchiamo di suscitare da tempo ma che vede le parti politiche particolarmente insensibili, prese, come sono, dai dibattiti sulle riforme istituzionali e dagli stimoli prioritari di spending review.

Le agenzie del terzo settore, notoriamente dipendenti dal sistema convenzionale con le Pubbliche Amministrazioni, tardano, del resto, a prendere coscienza degli scenari del prossimo futuro e allontanano l’amaro calice.

Resta alla sensibilità delle famiglie e del volontariato dover creare un minimo di allarme nell’opinione pubblica e ad attirare l’attenzione dei pochi sul problema ma, soprattutto, a ricercare nuove modalità organizzative ed erogative dei servizi di riabilitazione, in particolare, ma dei servizi alla persona in senso generale.

Le Misericordie soprattutto, per l’impegno storico nel settore e per le eccellenze che pur vantano in tale tipo di servizio, devono con urgenza attrezzare una risposta di sperimentazioni in tal senso. Il  blog è disponibile a raccogliere esperienze maturate e proposte al riguardo.

lunedì 11 agosto 2014

Lutto a Rifredi.

Ci ha lasciato Giulio Cecioni

Firenze, 11 agosto 2014
Giulio ci ha lasciato questa mattina alle ore 6.00 per raggiungere la Casa del Padre. La figura di Giulio Cecioni è stata, e rimarrà per tutti i Confratelli, un punto di riferimento all’interno della Misericordia di Rifredi, un’istituzione morale ed un esempio di grande carità cristiana. La sua vita si è intrecciata fin dall’infanzia con la storia di questo quartiere che lo ha visto crescere accanto alla figura di Don Giulio Facibeni, di cui è stato allievo all’interno dell’Opera della Madonnina del Grappa. Giulio entra a far parte delle Confraternita nel gennaio del 1953 collaborando come segretario di Antonio Dosio, storico Governatore della Misericordia, ed impegnandosi sia come autista che nel delicato servizio delle mutature; nel 1975 diventa Governatore della Confraternita, ruolo che ricoprirà fino al 1989.
La Confraternita di Misericordia di Rifredi per voce del Magistrato e di tutti i Confratelli si stringe con cordoglio alla famiglia e a tutte le persone che lo hanno conosciuto e che ne sentiranno la mancanza.

Da questo pomeriggio sarà allestita la camera ardente nella Cappellina della Misericordia.
Le esequie si svolgeranno nel pomeriggio di domani, martedì 12 agosto 2014, alle ore 16.30 nella Pieve di Santo Stefano in Pane.
 


Sin qui il comunicato comparso sulla pagina ufficiale della Misericordia di Rifredi. Io, appena raggiunto dalla triste notizia, non posso esimermi dal riportare alcune mie personali riflessioni.
Immeritatamente raccolsi la sua eredità in Confederazione quale responsabile del Servizio Civile e dell'Obiezione di Coscienza. Ebbi con lui un lungo periodo di accompagnamento durante il quale potei continuamente avere prova della profonda umanità di cui era intriso. 
Trattengo per me come gelosi ricordi gli aneddoti e gli insegnamenti di Fratello Maggiore dello spirito di Misericordia che ricevetti e che non sono mai riuscito a ricambiare nemmeno con una ultima visita che ho sempre promesso e mai fatto seguire.
Di una cosa voglio però mettere a parte voi tutti che mi leggete, le consorelle ed i confratelli di Rifredi, i suoi cari e la cara moglie: per anni mantenni quell'incarico frequentando gli ambienti che prima di me avevano conosciuto Giulio. In quegli anni, ovunque in Italia, immutato, ritrovai sempre la simpatia che aveva seminato come scia di un profumo indelebile. Chi lo aveva conosciuto, sistematicamente, prima mi chiedeva di lui e poi cominciava a discutere dei problemi: e quante volte le nostre discussioni finivano con una domanda: Giulio che avrebbe fatto? cosa ne direbbe?
Gli abbiamo sempre riconosciuto, così, una profonda autorità morale costruita con autorevolezza quotidiana.
Ciao Giulio. Addio.

venerdì 1 agosto 2014

Palagiano: un grave caso di democrazia interna

L’arroganza è figlia dell’ignoranza, 
ovvero le peripezie della Misericordia di Palagiano.
Le vicissitudini della Confraternita Misericordia di Palagiano hanno origine nel lontano 20 Aprile 2012 allorquando l’Assemblea degli associati eleggeva i nuovi componenti degli organi delegati ad amministrare tale organizzazione che svolgeva e svolge un servizio fondamentale per tutta la comunità palagianese: il pronto intervento. Ebbene, in data 3 Dicembre 2013 il Giudice Attanasio del tribunale di Taranto con ordinanza RG. 4037/12 annullava tale elezioni, in quanto viziate, e reintegrava, in toto, i “vecchi” organi associativi sospendendo con effetti inibitori gli organi sociali figli delle elezioni testè menzionate. Queste poche righe illustrano, in linea di massima, quella che è stata l’annosa vicenda giudiziaria di un’Associazione che in poco più di un anno e mezzo di “mala gestio” ha rischiato seriamente di essere stritolata da una direzione illegittima (lo dice il Giudice) che ha seriamente messo a repentaglio il dispendioso lavoro, sia in termini organizzativi che gestionali che i “vecchi” amministratori avevano posto in essere. Difatti tale Onlus  vanta un parco macchine  considerato il fiore all’occhiello della provincia di Taranto composto da 7 ambulanze, 2 auto mediche, 1 pulmino ed 1 mezzo di  protezione civile  con cui  pone in essere il servizio di 118. A dire la verità vi era anche un modulo antincendio di ultima generazione ma si è “misteriosamente”  dematerializzato nel corso del famoso anno e mezzo di  “allegra amministrazione”. Inoltre, sempre in questo dissennato lasso di tempo, si  è seriamente  rischiato di minare una solidità economico-finanziaria regolarmente accertata dai rendiconti presentati fino al 2011 che ha portato questo ente a vantare nel suo organico ben 8 lavoratori dipendenti ed un nutrito e ben preparato gruppo di volontari nonchè conti in ordine . Come  spesso accade però, nel momento in cui qualcuno si fregia di meriti, di contro in qualcun’ altro comincia a germogliare la malerba di uno dei sette vizi capitali: l’invidia. Questo stato d’animo è, come direbbe un famoso scrittore, la religione dei mediocri cioè di coloro i quali attraversano la vita senza lasciare altra traccia se non i propri sleali tentativi di sminuire e distruggere gli altri. Ed è a questo punto che entra in gioco la cosiddetta “cordata degli sconfitti” già defenestrata dalla sopra menzionata ordinanza giudiziaria. Recita un antico proverbio che “quando la pulce si vide nella farina, disse che era capo mugnaio”, ebbene mai massima fu più veritiera. Il problema è che qui le pulci sono più di una, e non avendo mai vissuto di luce propria hanno deciso, di comune accordo, di trattare questa avviata associazione alla stregua di un pozzo di San Patrizio. Ecco spiegate allora, in poco meno di 20 mesi, colazioni, pranzi e cene faraoniche, spese che farebbero impallidire anche il sultano del Brunei, consulenze tanto costose quanto inutili proprio in virtù del fatto che “La Misericordia” è stata scambiata per una riserva sconfinata di ricchezze. L’ostinazione si è trasformata in testardaggine, sfociando nel grottesco, allorquando, la “combriccola dei destituiti” ha deciso di effettuare un meschino ostruzionismo al solo fine di distruggere una delle pochissime realtà positive sorte nel nostro Comune negli ultimi anni. Con la complicità della Confederazione Nazionale e della Conferenza Regionale, al grido di battaglia di  “muoia Sansone con tutti i Filistei” si sono inventati un fantomatico commissariamento  che, non solo non è contemplato nello Statuto nazionale, ma contrasta anche  con i principi ispiratori e fondanti le singole Confraternite ovvero l’autonomia e l’indipendenza. Non hanno presentato, entro il 30 Aprile 2014, al Comune di Palagiano il rendiconto finanziario 2013 mettendo a rischio l’iscrizione dell’Associazione nel Registro Regionale. Hanno fatto pagare all'aggregazione migliaia di euro di imposte non dovute al solo fine di danneggiare finanziariamente l’ente che, pertanto, sta avendo serie difficoltà a liquidare le retribuzioni ai dipendenti danneggiando sia le famiglie dei lavoratori, la totalità delle quali è monoreddito, sia la comunità che beneficia del servizio da essi reso. Tutte  grane provocate da un manipolo di tali la cui coscienza civile e sociale dovrebbe essere reputata alla stregua di una “tabula rasa” . Qual è la morale della favola? Come spesso succede in queste miserabili circostanze,  le colpe di pochi rischiano di ricadere su tutta la cittadinanza.
La Misericordia di Palagiano

Nota del redattore: con provvedimento n. 3603/2014 del 30 luglio 2014 della dr.sa Francesca Caputo del Tribunale di Taranto è stato rigettato per la terza volta il ricorso ex art. 700 proposto dal commissario confederale avverso la sentenza di cui al procedimento nrg 4037/2012. Il 15 luglio il Consiglio Nazionale, con opinabile tempestività, ha perseverato nell’atteggiamento vessatorio confermando Consiglia Bernardi, coordinatrice zonale, a commissaria della Misericordia di Palagiano!!!
Ogni commento è superfluo.