venerdì 23 giugno 2017

UN EVENTO DA SEGUIRE!

Terremoto all’improvviso
Dal 23 al 25 Giugno 2017 a Castilenti (TE)

La Misericordia di Montesilavano, da oggi per una tre giorni di dibattiti ed esercitazioni, affronterà un tema chiave dell’intervento nelle calamità in Protezione Civile: La Psicologia dell’emergenza.

La psicologia dell’emergenza ha come finalità lo studio, la prevenzione e il trattamento dei processi psichici, delle emozioni dei comportamenti che determinano prima, durante e dopo gli eventi critici.
E’ una frontiera mai affrontata a sufficienza per chi, come le Misericordie, tendE a giungere sui luoghi degli eventi calamitosi nelle ore immediatamente successive all'allarme e a permanere in quei territori per periodi lunghi sino ad assorbimento resiliente del colpo.

Come ci ricordano le brochure dell’evento: “Le emozioni inespresse non moriranno mai. Sono sepolte vive e usciranno più avanti in un modo peggiore” (Sigmund Freud)

Ci piace qui raccogliere, appunto, lo spirito con cui va senz'altro rivisto il progetto di intervento di Protezione Civile del terzo millennio. Al volontariato toccherà sempre di più di occuparsi degli aspetti di UMANIZZAZIONE dell'intervento tecnologico ed iperprofessionalizzato. 

Forse la strada battuta, anche dalle unità confederali, sino ad ora non ha avuto proprio questo segno ed è, probabilmente per questo, che l’evento (così ci viene riportato da ambienti accreditati) non è stato visto benissimo da alcuni personaggi dominanti ed intestarditi in vecchie retroguardie.

Ci sembra, invece, opportuno, dare il via a questi approfondimenti e ci auspichiamo una intensa partecipazione alla kermesse abruzzese che ci aiuta anche a ritrovarci in un momento non proprio brillante della vita confederale.

mercoledì 14 giugno 2017

Irregolari sulle ambulanze: sanzioni alle associazioni di volontariato


            tratto da  EMERGENCY LIVE
·         13 GIU 2017


L’ispettorato del Lavoro è entrato nelle sedi di alcune associazioni, verificando la realtà dei volontari in ambulanza. Risultato: 150 mila euro di multe e recupero dei contributi non versati. 25 controlli su 27 hanno dato esito positivo.

FERRARA – L’Emilia Romagna non è solo la terra della battaglia fra medici e infermieri sul riconoscimento delle competenze professionali. Inizia ad essere anche la terra dove il lavoro nero mascherato da volontariato non è più tollerato. A Ferrara infatti – dopo che qualche mese fa è iniziata una battaglia fra cooperative e associazioni ( LEGGI – LEGGI – LEGGI ) – è scattata una rete di controlli dell’ispettorato del lavoro, che ha cercato di verificare la corretta applicazione dei contratti professionali e il corretto uso della figura del volontario in ambulanza. Ne da notizia l’edizione di oggi della Nuova Ferrara con un servizio ampio, dal titolo inequivocabile: “Irregolari sulle ambulanze sanzioni per 150 mila euro”.

L’ispettorato del Lavoro ha controllato i servizi affidati dall’ASL alle associazioni di soccorso. Secondo quanto ricostruito dal braccio ispettivo dell’INPS, dai registri di alcune associazioni è emerso un impiego fuori norma di alcuni volontari: circa 400 mila euro di reddito imponibile non sono stati dichiarati all’ente previdenziale, soldi che avrebbero dovuto essere versati dalle associazioni al personale in servizio come reddito e come contributo previdenziale. In particolare gli accertatori hanno valutato come alcune persone – infermieri o autisti-soccorritori secondo la Nuova Ferrara – non fossero state inquadrate correttamente ma come volontari, mentre avrebbe dovuto esserci in essere un rapporto di dipendenza. L’accertamento ad ampio raggio dell’ispettorato è durato alcuni mesi ed è stato completato a Maggio. Vi hanno collaborato sia l’ispettorato di Ferrara che quello di Rovigo, in collaborazione con Guardia di Finanza e INPS.

Le contestazioni sono importanti: dai registri è emerso che 25 dei 27 operatori sottoposti a controllo, che erano inquadrati come volontari, avrebbero dovuto essere stipendiati come dipendenti. La loro presenza programmata sulla base di turni di lavoro infatti non sono state reputate conformi ai canoni della prestazione volontaria. Questa prestazione infatti deve essere saltuaria e non quotidiana, deve essere accessoria a un altra attività di sostentamento e non deve prevedere mansioni specialistiche (LEGGI) .
Le sanzioni erogate quindi, per i mancati versamenti dei 400 mila eruo, sono pari a 150 mila euro. I controlli sono stati effettuati poi sui compensi ricevuti dai lavoratori, che dovrebbero essere stati limitati ai rimborsi spese.

L’ASL di Ferrara nel 2016 ha quantificato attorno al 35% i servizi di trasporto sanitario assegnati al volontariato in tutta la provincia. Nel 2016 è stata però attivata una convenzione anche per quanto riguarda l’emergenza-urgenza che, fino ad allora, era stata prerogativa dell’ASL stessa. La situazione quindi dovrà essere dipanata con maggiore chiarezza in futuro, anche perché i comportamenti irregolari mettono a rischio i buoni rapporti fra le associazioni e gli stessi volontari, oltre ad alimentare un clima di diffidenza nei confronti di chi applica e utilizza con correttezza il volontariato in emergenza sanitaria.

sabato 10 giugno 2017

Torniamo alle origini

Bisogna ritrovare le motivazioni del passato e la speranza nel futuro. 
Per questo ci vuole umiltà e capacità di progetto.
Sono qualità inconciliabili con un sistema di potere feudale fatto di privilegi per gli amici e di consenso raccattato con l’antica tecnica della divisione delle truppe, costruito con epurazioni non motivate e con taciute tolleranze dell’intollerabile!
Il sistema Trucchinovi è arrivato al capolinea.
Al nuovo Consiglio, anche se generato da quel sistema malato da ingerenze oggi finalmente insopportabili, tocca il colpo di reni. Tocca ad esso chiamare il Movimento ad una riflessione che vada alla scoperta della strada smarrita.
Le Misericordie come aziende senza anima, sono un modello non più perseguibile. Antistorico per le esigenze della Società in cui lavoriamo ed a cui dovremmo portare Speranza e non corruzione. 
Modello antistorico perché va contro la nostra Storia.
La nostra proposta è un'Assemblea diffusa che discuta, che susciti l'incontro, che chiarisca gli errori del passato, che prospetti le soluzioni, che dia ruolo ai Volontari, che li faccia sentire Consorelle e Confratelli, che non si limiti ad invocare gli otto secoli di storia come un paravento ma che ne meriti l'eredità.

martedì 16 maggio 2017

MISERICORDIA PER LE MISERICORDIE



Avrei un forte imbarazzo da dove cominciare questo scritto. 

Ho deciso di cominciare dalla fine. Comincio col rispondere alla lettera riportata nel riquadro. Lettera inviata da Lisa e Luca, dopo che lo scandalo è scoppiato all’indomani della loro elezione di sabato scorso negli organi della Confederazione Nazionale delle Misericordie.

Cari Lisa e Luca, voi non siete arrivati in questo movimento da ieri ma dall’altro ieri. Entrambi conoscete da tempo quello che accadeva. Sapete che per essere eletti avete avuto appoggi da alcune aree e dato appoggio alle stesse. Avete contribuito alla perpetuazione del sistema appoggiando la continuazione della presidenza Trucchi (candidato unico che non riceve, in verità, il suffraggio nemmeno della maggioranza delle Misericordie).
Siete l’ennesimo prodotto di quel sistema che , ignaro delle nostre denunce, ci ha emarginato scoprendo giovani talenti e bruciandoli sull’altare della connivenza.

Io non vi ho votato. Io sono stato con chi, secondo i verbali ufficiali dell’ultima Assemblea, ha perso.ma che alla luce delle verità che stanno emergendo, insieme a me, a Giuseppe Di Minica, a Claudio Reali, a Santo Carnazzo, a Raoul Caneschi, a don Roberto Tempestini, etc.etc. hanno stravinto in questo tempo prendendo le distanze ed avendo il coraggio di posizioni chiare.

Se volete festeggiare la vostra elezione prendete l’iniziativa di una intensa attività penitenziale di preghiera!

Cominciate a fare i consiglieri. Consigliate a Trucchi e a Corsinovi, nuovo commissario di Isola C.R., di chiedere scusa alle migliaia di volontari, consorelle e confratelli di vera Misericordia, per avere sempre difeso le operazioni che avvenivano colà, di aver governato la Confederazione anche con quei proventi, di non aver mai esternato alcuna perplessità a riguardo.

Non fate come il Ministro Alfano. Non correte a strappare le foto imbarazzanti dall’album di famiglia! Sappiate essere all’altezza della migliore tradizione cattolica: CHIEDETE PERDONO!

venerdì 12 maggio 2017

ELEZIONI DEGLI ORGANI SOCIALI DELLA CONFEDERAZIONE DELLE MISERICORDIE D’ITALIA



“11Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. 12Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; 13perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. “              Gv 10,13


Il buon pastore è l’opposto del pastore mercenario, che fa questo mestiere solo perché pagato, che guarda alla ricompensa per il lavoro, ma che in verità non ama le pecore: queste non gli appartengono, non sono destinatarie del suo amore e non contano nulla per lui. Lo dimostra il fatto che, quando arriva il lupo, egli abbandona le pecore e fugge via: vuole salvare se stesso, non le pecore a lui affidate! (dal commento di Enzo Bianchi del Monastero di Bose)

CONSORELLE E CONFRATELLI SFORZIAMOCI DI SCEGLIERE I SEGUACI DEL BUON PASTORE E ALLONTANIAMO GLI EMULI DEL MERCENARIO !!!!!

mercoledì 10 agosto 2016

SIAMO AL PARADOSSO

Una politica che a stento riesce ad assicurare i servizi minimi punta a rendere pubblica la gestione della Protezione Civile sinora egregiamente coperta dalla benemerita associazione di volontariato Misericordia di Acerra.

martedì 23 febbraio 2016

le novità sulla Riforma del Terzo Settore

Sul nostro blog QUARTO VENTENNIO le novità e le possibili soluzioni che potranno venire dalla Riforma che approderà in primavera al Senato secondo il sottosegretario Bobba.
per chi vuole saperne di più basta cliccare sul link seguente.

https://joedes55.wordpress.com/2016/02/22/riparte-la-riforma-del-terzo-settore-cosa-bolle-in-pentola/

L'articolo si sofferma sulla idea di costituire una Fondazione Italia deputata allo sviluppo delle politiche sociali, più volte ripresa dal consulente di Renzi in materia e responsabile per la Leopolda in materia, Vincenzo MANES (nella foto).

giovedì 20 agosto 2015

Sentenza di Cassazione su Statuti e rendicontazione delle Onlus.


La Cassazione, con la sentenza n.16726/2015, ha collegato l’applicazione dei trattamenti agevolati per le Onlus in genere all’inserimento negli atti costitutivi e negli statuti di clausole dettagliate.

Secondo la Corte, non è sufficiente, per godere del trattamento di favore, la mera appartenenza dell'ente alla categoria delle onlus, né è sufficiente l'accertamento dell'ambito della loro attività a prescindere dal rispetto dei requisiti formali.

La mancanza di uno solo dei requisiti, formali o sostanziali, determina, quindi, sia la cancellazione dall'anagrafe delle onlus che il venir meno del regime agevolato.

Secondo l’Amministrazione l’associazione di cui si tratta nella sentenza richiamata, non avendo redatto il bilancio annuale e il rendiconto dei versamenti in contanti derivati dalle raccolte di fondi, non poteva godere dell'agevolazione fiscale, avendo impedito la verifica dell'inesistenza della distribuzione anche indiretta di utili e di avanzi di gestione, riserve o capitale.

La Commissione Tributaria Regionale aveva accolto l’appello dell’associazione che aveva osservato, che a fronte di una non perfetta tenuta dei registri contabili e dei libri sociali, non aveva effettuato prestazioni estranee all’attività istituzionali.


La sentenza richiamata pone definitivamente chiarezza sulla necessità di una adeguata rendicontazione contabile che consenta di determinare con certezza la destinazione legittima degli utili.

martedì 23 giugno 2015

Chi assicurerà i servizi scolastici agli alunni con disabilità?

Tante associazioni benemerite e, in particolare tante Misericordie della Campania da anni svolgono servizi di accompagnamento e servizi di assistenza e trasporto per gli alunni con disabilità sollevando le famiglie dall’impegno totale dei genitori che procurerebbe situazioni insostenibili che si andrebbero a sommare, in alcuni casi, alle notevoli difficoltà già presenti nei nuclei familiari.
Quali Enti della Campania garantiranno nel prossimo anno scolastico questi servizi  che fino al 2014 erano di competenza delle Province?
I Comuni ed i relativi piani di zona, già in difficoltà negli ultimi mesi delle precedenti annualità, si ritraggono sempre di più anche dai loro impegni penalizzando la qualità dei servizi e anche la quantità delle erogazioni.
Recentemente ha lanciato l’allarme anche la Federhand/FISH Campania, che in una lettera inviata alle Istituzioni Amministrative e Regionali chiede la risoluzione del problema entro il 1° settembre, per evitare che le famiglie procedano con denunce alla Procura della Repubblica, per interruzione di pubblici servizi.
La stessa associazione in Lombardia assicura che «Già al primo giorno del prossimo anno scolastico, in Lombardia potrebbero mancare all’appello 4.650 studenti. Sono i bambini e i ragazzi con disabilità sensoriale delle scuole di ogni ordine e grado e i giovani con disabilità che frequentano le scuole superiori. Infatti, nonostante l’allarme lanciato da più di un anno dalle associazioni delle persone con disabilità, né il Governo, né la Regione Lombardia, né le vecchie e nuove Province, né la Città Metropolitana di Milano hanno trovato il modo di garantire il diritto allo studio a questi bambini e ragazzi. Che rischiano di restare privi dei servizi di assistenza alla comunicazione, assistenza educativa e trasporto. Una condizione che li costringerebbe a restare a casa o a ridurre di molto la frequenza scolastica».
Alla nostra sensibilità intuire cosa potrebbe avvenire nel resto di Italia ed in Campania in particolare
La Legge 56/14 [la cosiddetta “Legge Delrio”, “Disposizioni sulle Città Metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni”, N.d.R.] ha stabilito che alla fine del 2014 fossero abolite le competenze delle Province riguardanti l’assistenza scolastica agli alunni con cecità e sordità nelle scuole di ogni ordine e grado, l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione e il trasporto gratuito agli altri alunni con disabilità frequentanti le scuole secondarie di secondo grado e l’edilizia sempre per le scuole secondarie di secondo grado. La stessa Legge, però, prevedeva anche che entro la fine dello scorso anno le Regioni approvassero apposite norme che riattribuissero ai nuovi Enti (Città Metropolitane e Consorzi di Comuni) le competenze delle Province.
Dobbiamo, pertanto, rappresentare la nostra forte preoccupazione per l’ancora non definita situazione della nostra Regione, chiedendo di attivare al più presto, ciascuno per le proprie competenze, tutte le misure necessarie a garantire fin dall’inizio del prossimo anno scolastico ciò che fino allo scorso anno veniva assicurato dalle Province.
L’invito è di non lasciarsi distrarre, come volontari di Misericordie, dai grandi appalti su emergenza sanitaria e immigrazione ed informare le attività in questo settore ad una azione di pungolo delle amministrazioni e dei politici sul tema della assistenza ai portatori di handicap.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti un utile riferimento è federhand.fishcampania@gmail.com.

martedì 5 maggio 2015

Terremoti, scossa di 2,4 gradi sul Vesuvio



Terremoti, scossa di 2,4 gradi sul Vesuvio


DA

Una scossa si è registrata questa mattina, poco dopo le 12.30, sul Vesuvio. 
La magnitudo è stata di 2,4 gradi a 0,1 chilometri di profondità. 
Ne dà notizia la Rete Sismica Nazionale dell'INGV

Comunicato
Un terremoto di magnitudo(Md) 2.4 è avvenuto alle ore 12:30:19 italiane del giorno 05/Mag/2015 (10:30:19 05/Mag/2015 - UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Vesuvio.
I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo. 

Non si sono registrati danni a persone o cose.

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=1335748&sez=NAPOLI&ssez=CRONACA&utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

martedì 28 aprile 2015

L'autoconvocazione del volontariato.

Sabato 9  maggio, Roma ospiterà l'autoconvocazione del volontariato, un'iniziativa lanciata il 5 dicembre scorso in occasione della Giornata Internazionale del Volontariato e promossa da Forum Nazionale del Terzo Settore, Consulta del Volontariato presso il Forum, ConVol - Conferenza Permanente delle Associazioni Federazioni e Reti di Volontariato e CSVnet - Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato.
Saranno coinvolti i volontari che aderiscono alle decine di migliaia di organizzazioni presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale che ogni giorno operano per il bene comune e che, attraverso il loro agire gratuito e volontario, creano occasioni di partecipazione e promozione umana e sociale.
Si inaugura un cammino che durerà sino al 5 dicembre prossimo e durante il quale il volontariato italiano (si spera Misericordie comprese) si interrogherà sulle prospettive del proprio ruolo nella società italiana ed europea di oggi.
Il dibattito non potrà prescindere da considerazioni e riflessioni circa il processo di riforma del Terzo Settore che il governo ha avviato.
Un punto nodale da mettere al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica consiste nel definire l’equilibrio tra due funzioni consolidate del volontariato: quella di advocacy, di denuncia dei soprusi e di difesa dei più deboli e quella di servizio che può sfociare nella supplenza e nel condizionamento del mercato.

sabato 28 marzo 2015

giovedì 12 marzo 2015

NAPOLI CHIAMA AVELLINO

Il fatto.
Anche il Coordinamento di Napoli si attesta su una linea di decentramento spinto e dà un improvviso colpo di accelerazione verso una profonda autonomia dalle decisioni di una conferenza regionale nominata.
Ma andiamo con ordine. Recentemente la conferenza regionale ha individuato una serie di “esperti” per le varie linee di azione chiedendo poi ai vari governatori di indicare i collaboratori locali di tali coordinatori di settore.
Ma i governatori della provincia di Napoli non sembra che abbiano gradito questo blocco di nomi,  condivisibili nelle persone, ma non condivisi nel metodo di scelta.
È scattata una ovvia rimostranza rispetto alla moda della nomina dei fedeli scudieri, sempre più in voga in questa italietta pseudo feudale di valvassini e valvassori.
Da qui nasce, nella riunione di stasera 12 marzo, una movimentata contestazione che è sfociata poi nella bocciatura del modello di statuto di conferenza che il regionale aveva avviato a ratifica.
La doglianza per la mancata partecipazione della Confederazione al bando di gara per l’emergenza territoriale dell’ASL NA3Sud, ha fatto il resto.
Alla fine della riunione ha prevalso, con quasi totalità dei presenti, un senso di responsabilità e l’esigenza di confrontarsi con altri pezzi della regione Campania che stanno ragionando sulla possibilità di costituire soggetti territoriali che autodeterminino i propri destini (vedi http://confraternitedimisericordia.blogspot.it/2015/02/autonomia-ad-avellino_16.html ). In pratica Napoli chiama il Coordinamento di Avellino al confronto per stabilire linee comuni di azione e convergenza su soluzioni condivise.

Le prime riflessioni.
È chiaro che l’assetto imposto alla base e la politica della contribuzione eccessiva, creino dissapori ed insoddisfazioni che, nella gestione di un movimento di volontariato, generano demotivazione profonda in un momento che, economicamente parlando, sta stressando non solo gli individui ma anche e soprattutto le organizzazioni sempre più estenuate da una domanda che cresce e da mezzi sempre più scarsi per fronteggiarla.
Certamente i quadri confederali non si stanno dimostrando all'altezza della situazione: sembrano non comprendere i momenti di difficoltà (tranne i loro) e allora chiedono quote più care e si inventano nuovi servizi a pagamento come la retta per i ragazzi di servizio civile.
I governatori accettano i sacrifici ma poi se vedono promossi a selettori e progettisti giovani di buone speranze lasciando nelle retrovie le certezze di chi ha sempre e gratuitamente offerto la sua esperienza, qualche legittima perplessità se la pongono!
Firenze, come la Roma del basso impero, è lontana dalle trincee e si crogiola delle antiche vestigia lisciandosi la chioma come vecchia donna al ricordo di gioventù sfiorita.

La proposta.
Non ci sembra giusto infierire proprio in questo momento di sbandamento anche sotto attacco mediatico!
Allora ci prendiamo la briga di ricordare le soluzioni che stanno nel nome.
Invitiamo, come giustamente indicato dal coordinamento di Napoli, al confronto aperto, onesto intellettualmente, sincero, corale, che richiami alle radici, alla gratuità, alle giuste motivazioni, che ripudi gli accentramenti, le deviazioni, le degenerazioni, gli arrivismi più biechi.
Ma ricordiamo che questo non basta per chi si ispira alla Misericordia Divina.
Anche un momento di raccoglimento e di preghiera non deve mancare.
Ritrovarsi a collegarsi al Padre ci ha sempre fatto uscire anche da caos peggiori.
Lo so. Molti increduli staranno sorridendo con il ghigno di chi non crede in certi Strumenti.
Purtroppo è questa la più amara e concreta certezza: le fila si sono ingrossate di soggetti che fanno finta di pregare. Preghiamo anche per loro!
Vi chiedo: sarebbe il caso di incontrarci a Pompei a metà aprile per raccoglierci e dimenticare per un giorno le convenzioni milionarie che ci hanno diviso e concentrarci sul servizio che ci è stato affidato?


venerdì 27 febbraio 2015

PIANGO I PADRI.

La potenza mediatica di una trasmissione televisiva non ci deve lasciare sconcertati.
Può da sola mettere in ginocchio secoli di storia costruiti giorno per giorno. Lo sappiamo.
La trasmissione di Servizio Pubblico di Michele Santoro del 26 febbraio, suo malgrado, ha sortito questo effetto immediato. Anche nel più recondito villaggio dove con tanto onore e tanta abnegazione, decine di volontari si sono fatti stimare al servizio della collettività, sono girati i sorrisini di scherno che tendono a smontare il teorema che ci possono essere a questo mondo persone che gratuitamente facciano qualcosa in più del dovuto per far funzionare meglio la società ed alleviare le sofferenze dei più deboli.

Non si può, del resto, gioire quando queste macchine si mettono in moto, come giustizieri implacabili, contro i soprusi, le violenze, le sopraffazioni e quant’altro ci indigna se tutte queste cose sono commesse da altri e gridare allo scandalo ed alla menzogna se ci sfiorano o ci toccano nel vivo. Ad esse si può rispondere mettendo in campo le nostre ragioni (se ne abbiamo) e tentando di convincere l’opinione pubblica che l’operazione è calunniatrice ed ingannevole. Da questo confronto viene fuori normalmente la migliore approssimazione della Verità che noi poveri mortali possiamo intercettare in questo mondo. Altrimenti capo cosparso di cenere!

Certo lascia sgomenti come una confederazione di associazioni di volontariato possa arrivare al centro di intrighi internazionali e di inenarrabili vergogne. Avremmo potuto evitare tanto con una maggiore attenzione (che da anni invochiamo) e con lo sforzo di evitare i campi minati dell’ingordigia e della presunzione di onnipotenza perché trincerati da una santa alleanza col “bene presunto” ed all’ombra di potentati politici effimeri e rappresi nel turbinio delle repubbliche.

Potremmo dire che lo avevamo detto ma sta peggio di Cassandra chi si vergogna di aver avuto ragione!

Cosa dire ai volontari che si sentono traditi, come chiedere perdono ai Papi a cui abbiamo baciato la mano e a cui abbiamo promesso fedeltà ai principi della Carità?
Non so.
Pure se queste sono domande pesanti ritengo che il pensiero più deferente debba andare ai padri fondatori che ci guardano con sguardo di ammonimento senza appello: i figli se la sono meritata tutta!!!


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martedì 24 febbraio 2015

EMERGENZA VESUVIO: RIELABORATA LA ZONA GIALLA

È ufficiale dal 13/02/2015: "Sono 63 i Comuni inclusi nella nuova zona Gialla del Vesuvio insieme ai quartieri di Barra, San Giovanni e Ponticelli del Comune di Napoli".
La zona gialla è stata riperimetrata rispetto ai precedenti piani portando dentro i comuni che possono essere interessati statisticamente dalla probabilità di superamento del 5% del carico di 300 kg/mq determinato dall'accumulo di ceneri vulcaniche. 
L’ipotesi è di un’eruzione sub-Pliniana e le probabilità sono state determinate in funzione della direzione variabile del vento. Secondo questi calcoli, spessori di deposito maggiori di 10 cm possono coprire aree a distanza di 20-50 km dal vulcano; ovviamente, l’estensione dell’area esposta alla ricaduta di ceneri dipende dall'altezza della colonna eruttiva e dalla direzione dei venti al momento dell’eruzione.
I Comuni della zona gialla sono stati definiti considerando le statistiche storiche del vento in quota, statistiche che indicano le direzioni est e sud-est come quelle dove il vento spira più giorni all'anno: perciò, nello scenario eruttivo considerato, quest'area è considerata quella con una probabilità maggiore di essere coinvolta nella ricaduta di ceneri vulcaniche con il possibile conseguente crollo dei tetti.
I 63 Comuni interessati dovranno tener conto del problema nei piani di emergenza identificando le strutture sicure staticamente per un pronto ricovero dei cittadini nel caso che si debba provvedere a evacuare la popolazione, in tutto o in parte, fuori dal Comune.
"Naturalmente l'obiettivo di medio termine - ha aggiunto l'assessore regionale Cosenza - è quello di evitare completamente queste problematiche, mettendo in sicurezza tutte le coperture della zona gialla. A tal fine la delibera approvata dalla Giunta regionale fornisce anche indicazioni sui carichi verticali da cenere (concomitanti con la pioggia), che dovranno essere considerati nella realizzazione di nuove costruzioni o nell'adeguamento delle esistenti, e sugli spessori di cenere attesi. Sarà molto importante l'adozione di tali indicazioni da parte dei Comuni che potranno inserirle nei Piani Urbanistici comunali. Finalmente poniamo rimedio ad una mancanza dei decenni passati. Anche i comuni in zona rossa potranno utilizzare le indicazioni per la messa in sicurezza delle coperture.
"Oltre al problema del collasso dei tetti, la deposizione delle ceneri vulcaniche può produrre, a livello locale, l’intasamento delle fognature, difficoltà di circolazione degli automezzi, interruzione di linee elettriche e di comunicazione, possibilità di arresto di motori. Pertanto, sono fornite indicazioni sugli spessori di cenere anche al di fuori della zona gialla: i Comuni in un’area molto vasta intorno al Vesuvio dovranno tenerne conto nella redazione dei piani di emergenza, considerando azioni per ripristinare immediatamente la funzionalità di tutti i servizi essenziali", conclude Cosenza.

"La delibera regionale – ha ribadito il capo del Dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli - è un ulteriore tassello del complesso puzzle che è la pianificazione di emergenza; infatti, si aggiunge al decreto del presidente del Consiglio dei Ministri sull'aggiornamento della zona rossa vesuviana, agli indirizzi per l'aggiornamento della pianificazione che devono essere pubblicati in Gazzetta Ufficiale. E ancora una volta emerge come la condivisione dell'intero percorso all'interno del Servizio nazionale della protezione civile sia fondamentale, partendo proprio dai Comuni."

lunedì 16 febbraio 2015

AUTONOMIA AD AVELLINO.

Il coordinamento della provincia di Avellino, guidato dal confratello Gabriele Lucido, governatore della Misericordia di Sant'Angelo dei Lombardi, è uno dei coordinamenti di Misericordie più rappresentativi d’Italia. Oltre trenta associazioni tra cui le più longeve della regione.
Ad Avellino infatti nascono le prime Misericordie della Regione Campania all'indomani del terremoto dell’Irpinia ed a seguito del seme gettato dai numerosissimi volontari che dalla Toscana e da altre parti d’Italia giunsero a dare soccorso in quei giorni di tremendo dolore.
Da decenni lo stesso coordinamento ha garantito alle popolazioni della provincia tanti servizi, tra cui il 118, guadagnandosi la stima e l’affetto delle popolazioni ed irradiando di buoni esempi tutta la regione.
In tali condizioni storiche è logico attendersi che si soddisfi una legittima istanza di autonomia che sia il riconoscimento della maturità di un movimento territoriale.
Oggi di fronte all'immobilismo degli organi regionali e nazionali, che a tutt'oggi, contrariamente a quanto accaduto in tempi non sospetti, a valle dell’approvazione del nuovo statuto, in altre regioni che hanno costituito le federazioni regolarmente fondate ed elette, la Campania resta al palo e si vede fanalino di coda nel processo di autonomia che pur aveva contribuito fortemente a far passare.
Responsabilmente, la provincia più importante della regione per il movimento delle Misericordie prende l’iniziativa e rompe gli indugi convocandosi per il 28 prossimo con all'ordine del giorno la costituzione del soggetto autonomo di livello provinciale.

È chiaro il valore provocatorio che va oltre a quello reale, pur importante, della nuova costituzione: speriamo che nelle alte sfere tra consorzi, grandi appalti e progettifici, si capisca che si deve trovare anche il tempo da dedicare alla base fatta di associazione stimate e maggiorenni.

mercoledì 14 gennaio 2015

IL MODELLO SUPER-MISERICORDIA AVANZA

Annunci fragorosi fanno sapere che il 9 gennaio scorso Confederazione e Federazioni Regionali già costituite si sono date appuntamento alla firma del Consorzio Opere di Misericordia.
Cominciamo a vedere da dove si parte. L’idea, molto più sana nella costituzione, parte una decina di anni fa su input dell’allora vice presidente Nazionale Emilio Capriolo che ebbe l’idea di consorziare le cooperative che erano nate numerose nell’alveo di Confraternite di Misericordia.
Il bisogno nasceva dalla possibilità, che si intuiva, di creare un network che potesse appoggiare le azioni del Volontariato e che potesse rispondere alle crescenti iniziative di attività professionalizzate che si andavano determinando in tutte le regioni.
Le vicende della indimenticata Millenium travolsero tutto. Le amministrazioni che seguirono non cedettero nel progetto e non lo difesero abbastanza anzi presto lo arenarono e lo liquidarono.
Oggi si riparte.
Chi erano i soci all’epoca? Imprese sociali collegate a singole Misericordie e la Confederazione che determinava il momento di unione e di raccordo.
Oggi partecipano Confederazione Nazionale e le Federazioni Regionali già costituite.
Praticamente la quasi totalità del Consiglio di presidenza.
Firmano
1.     il presidente nazionale Roberto Trucchi,
2.     il tesoriere Maria Pia Bertolucci e Presidente del Consorzio ,
3.     il presidente della Federazione Calabria – Basilicata, Consigliere Nazionale, Consigliere di Presidenza e Vice Presidente Nazionale Leonardo Sacco,
4.   il presidente della Federazione Toscana e consigliere Nazionale Alberto Corsinovi,
5.     il presidente della Federazione Puglia, Consigliere Nazionale, Consigliere  di Presidenza Gianfranco Gilardi,
6.     il presidente della Federazione Emilia Romagna, Consigliere Nazionale, Consigliere di Presidenza Israel De Vito.
Queste sei persone hanno in mano Confederazione e Consorzio: un Gotha Pensante e Governante per tutta l’Italia.
Stavolta il modello è ancora di più quello della Super Misericordia che si ibrida anche a consorzio di impresa. Le scelte sono fatte. Chi non si adegua viene espulso.
Il Volontariato è un ricordo asservito alla partecipazione alle gare.
Si legge nel comunicato sul sito istituzionale “Al consorzio, che potrà partecipare a gare di appalto pubbliche e private mediante la predisposizione di offerte in nome proprio o in nome, per conto e nell'interesse di uno, di alcuni o di tutti i consorziati, possono aderire tutte le Misericordie e le strutture d’impresa da esse promosse.”
Il Consorzio non costituisce un appendice delle Misericordie ma è un mixer di associazioni di volontariato e imprese sociali con direzione coincidenti.
Se questo è il futuro, la riforma del terzo settore dovrà presto rivedere gli albi regionali, le esenzioni, le facilitazioni, il sistema delle convenzioni ed il sistema delle gare di appalto … o forse questo tipo di iniziative è fuori dal sistema?!

martedì 6 gennaio 2015

I POVERI NON POSSONO DIVENTARE UN’OCCASIONE DI GUADAGNO

Adesso che la frase intercettata dalla forze dell’ordine (“Si fanno più soldi con gli immigrati che con la droga”) è diventata probabilmente la più odiosa tra quelle pronunciate dai membri della cupola mafiosa capitolina, torna alla mente una denuncia della Caritas di Roma affidata ad una nota appena dopo i fatti di Tor Sapienza. La Caritas scriveva: “E’ il risultato di anni di abbandono, ma al tempo stesso l’effetto di politiche sbagliate verso i rom e i rifugiati, senza sforzi per l’integrazione e improntate soprattutto all’emergenza, frutto di istituzioni che non collaborano, di cooperative senza scrupoli che poco hanno a cuore la sorte delle persone che le sono affidate, di territori dimenticati dalla istituzioni, in cui sono parimenti vittime italiani e immigrati”. (Alberto Bobbio, Famiglia Cristiana, 5 dicembre 2014)

«Dietro l’impegno sociale si nascondono anche affaristi», perché «dovunque c’è da fare affari le organizzazioni criminali si lanciano». Lo dice Raffaele Cantone, magistrato e Presidente dell’Autorità anticorruzione, intervistato il 5 dicembre da Radio anch’io. «So quanto è pericoloso quanto sto per dire», aggiunge, «ma è importante anche per tutelare chi lavora bene: nel mondo dell’assistenza c’è il meglio dell’Italia, ma ci sono anche gli affaristi». «Il mondo cooperativo talvolta è meramente fittizio», insiste. «Nell’interesse degli onesti bisogna fare un’operazione di grande trasparenza»….  dice bene Cantone: i criminali si infilano ovunque c’è uno spazio per lucrare e fare affari. (Luciano Scalettari @lusca19 , Famiglia Cristiana, 5 dicembre 2014)

La carità non fa bene solo all'anima. (Massimo Gramellini @Gramellini 6/12/2014 Che tempo che fa - RAI 3)

Queste frasi dello scandalo sono finite su tutti mezzi d’informazione negli stesse ore in cui Papa Francesco, parlando ai volontari del Focsiv e alla Premiata come volontaria dell’anno Maria Luisa Cortinovis (da 47 anni cooperante in Ecuador) sottolineava che «i poveri non possono diventare un’occasione di guadagno».

Per un'economia in parte malavitosa e in parte clientelare: dai trafficanti alle coop. L'Ue ci addita il virtuoso esempio di Germania e Svezia, primi paesi per numero di domande di asilo. Ma, a parte il fatto che l'Italia nel 2014 ha avuto il maggior aumento delle domande di asilo (+144%, mentre la media europea si ferma al di sotto del +20%), in Germania e Svezia i profughi non arrivano su barche scassate, stremati e bisognosi di aiuto pubblico, restando il tempo necessario a rimettersi in sesto, arrivano per sistemarsi e diventare produttivi al servizio di economie cui la manodopera fa comodo. Eppure questa marea umana mette in modo un sacco di soldi anche da noi. Siamo un punto di passaggio obbligato.
Eccoli, i numeri del fenomeno. Dal primo gennaio a metà ottobre 2014 abbiamo fatto fronte a 918 sbarchi di 146.922 migranti, l'11% donne e il 21,2% minori. Per il Censis è un'emergenza «senza precedenti». Nel 2011, pur con le primavere arabe, gli arrivi erano stati 63mila, 13mila nel 2012 e 43mila in tutto il 2013. E le rotte provano che c'è dietro un traffico organizzato: il grosso dei profughi parte da Paesi lontani tra loro, Eritrea e Siria, ma passano sempre per il Sudan e l'Italia. Viaggi rischiosissimi, pagati fino a 5.000 euro a testa, che possono fruttare anche 1,3 milioni di euro a tratta. Prima attraverso il deserto su pick up stracolmi e poi via mare, su barche malridotte. Gli eritrei pagano meno e viaggiano nella stiva, con poca aria, cibo, acqua, e il maggior rischio di lasciarci la pelle in caso di difficoltà di navigazione. Che non sono un'optional ma, da quando c'era Mare Nostrum, una costante prevista dai trafficanti. Non appena ci si allontana dalle coste e il mare si fa grosso, gli scafisti hanno istruzione di telefonare alle autorità italiane per farsi venire a prendere.
C'è anche chi finisce male ancora prima di partire. Alcuni vengono venduti dai trafficanti a bande di beduini che li tengono prigionieri sottoterra nel Sinai. Potranno proseguire il viaggio solo se le famiglie mettono insieme i riscatti, fino a 30.000 dollari. Altrimenti verranno loro espiantati i reni, per venderli. Da il Giornale.it del 4/1/2015.

Oggi festa dell’Epifania, festa in cui Iddio incarnato si rivela a tutti noi, anche a noi delle Misericordie, guardiamoci intorno, guardiamoci dentro e ricordiamoci il monito di quel Papa che abbiamo voluto incontrare appena qualche mese fa: «i poveri non possono diventare un’occasione di guadagno».


Auguri di buon anno. Peppe De Stefano

sabato 6 dicembre 2014

RISOLUZIONE N. 102/E dell'Agenzia delle Entrate e obbligo di tracciabilità per le ONLUS

L’obbligo di tracciabilità previsto dall’articolo 25, comma 5, della legge 13 maggio 1999, n. 133, trova applicazione anche nei confronti delle associazioni senza fini di lucro e delle associazioni pro-loco.

Questo il link per la RISOLUZIONE N. 102/E pubblicata dalla Agenzia delle Entrate che ha recentemente sancito l’obbligo della tracciabilità anche per le associazioni senza fini di lucro:


Recentemente con la risoluzione del 19 novembre scorso l’Agenzia ha preso posizione sulla controversa questione dando, si spera, una parola definitiva riassunta di seguito.

PARERE AGENZIA

L’articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999 dispone che i pagamenti effettuati a favore di società, enti ed associazioni sportive dilettantistiche, nonché i versamenti da questi operati, se di importo superiore a lire 1.000.000 [euro 516,46], “sono eseguiti (…) tramite conti correnti bancari o postali a loro intestati ovvero secondo altre modalità idonee a consentire all’amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli, che possono essere stabilite con decreto del Ministro delle finanze (…)”.
In attuazione del citato articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999, il decreto del Ministro delle finanze 26 novembre 1999, n. 473, ha individuato, all’articolo 4, le modalità di effettuazione dei versamenti effettuati dagli enti sopra richiamati, comprese le erogazioni liberali a favore degli stessi, i contributi a qualsiasi titolo concessi, le quote associative ed i proventi che non concorrono a formare il reddito imponibile, stabilendo che tali versamenti possono essere eseguiti, oltre che tramite conti correnti bancari o postali, anche mediante carte di credito o bancomat. Analoghe modalità devono essere utilizzate per l’effettuazione dei pagamenti a favore dei medesimi enti (sempre che siano di importo superiore alla soglia normativamente prevista).
In sostanza, l’articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999 impone il ricorso a mezzi di pagamento che consentano la tracciabilità delle movimentazioni di denaro al fine di garantire lo svolgimento di efficaci controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria.
La stessa disposizione ricollega chiaramente la previsione delle specifiche modalità di pagamento e versamento alla possibilità di continuare ad applicare le disposizioni agevolative di cui alla legge n. 398 del 1991. In sintesi, il citato articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999 si applica non solo ai soggetti richiamati dal medesimo articolo ed a quelli cui siano state espressamente estese le “altre disposizioni tributarie riguardanti le associazioni sportive dilettantistiche” ma anche alle associazioni senza fini di lucro e alle associazioni pro-loco, in quanto destinatarie del regime fiscale recato dalla legge n. 398 del 1991.
Quanto poi alla seconda questione, si ritiene che, in linea con quanto sostenuto dall’istante, qualora vengano meno nel corso dell’anno i presupposti per l’applicazione del regime speciale di cui alla legge n. 398 del 1991, ivi compreso quindi il requisito della tracciabilità dei pagamenti, l’applicazione del tributo con il regime ordinario dovrà avvenire dal mese successivo a quello in cui sono venuto meno i requisiti (cfr. circolare n. 247/E del 1999, come modificata dalla circolare n. 43/E del 2000, nonché la risoluzione n. 123/E del 2006).

CHI HA DIRITTO AL REGIME AGEVOLATO INTRODOTTO DALLA 398/1991
L’introduzione delle legge n. 398 del 1991 ha apportato importanti novità nel panorama normativo del terzo settore, a favore di quegli enti che, accanto all’attività istituzionale intendono svolgere anche una attività di natura commerciale.
Le categorie di enti non profit che possono beneficiare delle agevolazioni introdotte dalla legge in esame sono:
·         Associazioni sportive dilettantistiche iscritte al Coni
·         tutte le associazioni senza scopo di lucro e pro-loco (a seguito dell’introduzione dell’art. 9-bis del D.L. n. 471/1992, convertito in Legge n. 66 del 6/2/1992);
·         società sportive dilettantistiche, in qualunque forma costituite (art. 90 legge 289/2002);
·         associazioni bandistiche e ai cori amatoriali, alle filodrammatiche, di musica e danza popolare (art. 2 comma 31 legge n. 350 del 24/12/2003).

QUESTI SONO I REQUISITI NECESSARI PER L’ACCESSO AL REGIME


Requisiti soggettivi
Requisiti oggettivi

Hanno accesso al regime 398/91 gli enti associativi che contemporaneamente:
·         Non perseguono finalità di lucro nello svolgimento dell’attività istituzionale;
·         Svolgono un’attività sportiva riconosciuta dal Coni (dunque risultano iscritte nel relativo registro) e sono affiliate ad una Federazione Sportiva Nazionale o ad un Ente di Promozione Sportiva riconosciuti dal Coni (se trattasi di associazioni o società sportive dilettantistiche).

Le Associazioni devono dimostrare di aver avuto:
·         Proventi dell’anno precedente, derivanti dall’attività commerciale, non superiori a euro 250.000.

Restiamo a disposizione per approfondimenti. scriveteci a : joedes@virgilio.it .