venerdì 29 settembre 2017

RIFLESSIONI SULLA RIFORMA: N. 3 – Il Caso del Coordinamento di Napoli.

A seguito della lettura della legge delega di riforma del Terzo Settore, si comprende come una delle finalità sia costituita dalla più puntale definizione del principio di Democraticità.
Sia pure espressa sotto forma di principio è destinata ad incidere sensibilmente ai fini della disciplina fiscale. Infatti, le agevolazioni fiscali previste per il Terzo Settore sono subordinate all’esistenza di una struttura democratica con una partecipazione attiva ed effettiva degli associati alla vita associativa.
E’ noto che l’Agenzia delle entrate, al fine di verificare l’osservanza di tale principio, punti l’attenzione (tra i vari elementi) sulle funzioni di direzione e coordinamento delle associazioni.
La rilevanza di tali riflessioni non sfugge al nostro mondo. I Legali Rappresentanti ne intuiscono la preziosità e la pericolosità.
Basterebbe invero una distrazione sul concetto/principio della DEMOCRATICITA’ e si mettono a rischio tutte le agevolazioni fiscali concesse dalla normativa …

Ora veniamo a noi.
Ai numerosi commissariamenti che si succedono senza l’adesione delle cellule di base, alle regole di democratica elezione che riserva rappresentanti alla sola maggioranza, alla assoluta neghittosa intolleranza verso le minoranze e, comunque, ai pensieri non omologati, etc. etc.
Addirittura veniamo a casi estremi dove si sostengono incarichi di direzione e/o coordinamento in maniera artificiosa ed artificiale, ai coordinatori sfiduciati da oltre un anno su cui non si convoca il coordinamento per evitarne la surroga e questo anche ad oltre due mesi dalla scadenza entro la quale lo stesso presidente nazionale aveva indicato l’obbligo di rinnovo dei coordinatori in tutto il movimento!
E non basta …
Benché non perfezionato per la mancanza di un membro la Conferenza Regionale della Campania, in barba a chi aveva posto la questione di fiducia, si riunisce col coordinatore di Napoli e provincia sfiduciato e questi partecipa a decisioni importanti per tutto il movimento.
E ancora non basta …
Si convocano le elezioni individuando nel confratello Alberto avv. Corsinovi il responsabile di Confederazione deputato a presiedere alle operazioni. Per un lutto sopraggiunto al confratello si annulla la convocazione (nonostante lo stesso abbia mantenuto tutti gli altri impegni assunti ad eccezione delle elezioni del Coordinatore di Napoli) e non si pensa nemmeno di sostituirlo con un altro consigliere nazionale (in Campania ne esistono due) né a distanza di altre settimane lo stesso Corsinovi si appresta a colmare il ritardo.
La DEMOCRAZIA ha fatto la fine della GRATUITA’: plasmata a piacere dei dominanti.
Del resto dopo il traguardo a cui è arrivato il Consorzio OPERE DI MISERICORDIA (dove invece di nominare un direttivo si è preferito “commissariare” con un Amministratore unico) penso che al Coordinamento di Napoli e Caserta resti una sola speranza: che si possa trovare ancora qualche confratello disponibile a commissariare il coordinamento, magari attingendo nella fucina di commissari che è diventata la Ven. Misericordia di Empoli.
Almeno non avremo un coordinatore che non riceve la fiducia delle Misericordie che rappresenta.


Sarà interessante continuare lo studio della Riforma badando agli strumenti di controllo chiamati a vigilare sulla distorsione del principio della Democrazia nelle organizzazioni del Volontariato e, soprattutto, a verificare le responsabilità che si cumulano nella posizione di membro del Consiglio Direttivo qualora non si vigili sulla osservanza dei principi fondamentali.

venerdì 1 settembre 2017

Professione Volontario: RIFLESSIONI SULLA RIFORMA N.2 - Art. 17

I Volontari, ormai,  non sono presenti solo nelle organizzazioni di volontariato ma in tutti gli ETS (enti di terzo settore – v. il post RIFLESSIONI SULLA RIFORMA: N. 1 – SIAMO TUTTI ETS! Del 3 agosto scorso) che sono “tenuti a iscrivere in un apposito registro i volontari che svolgono la loro attività in modo non occasionale”.
Su questi volontari si intrattiene l’articolo 17 del nuovo Codice, collegandoli comunque al principio della Gratuità con il terzo comma dell’articolo, sostenendo che “L’attività del volontario non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere rimborsate dall'ente del Terzo settore tramite il quale svolge l’attività soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata, entro limiti massimi e alle condizioni preventivamente stabilite dall'ente medesimo. Sono in ogni caso vietati rimborsi spese di tipo forfetario.”
Ma subito dopo al comma 4 il legislatore si rimangia tutto e, cedendo al momento buio della crisi, inventa la professione volontario, sottopagando, sfruttando le necessità che attanagliano i nostri giovani ed i nostri anziani inventa il modo più bieco per offrire lavoro nero per i lavori più nobili e più umili che si possono svolgere accanto ai bisognosi.
Ritorna sui suoi passi e ammette un rimborso spese forfettario ed autocertificato “purché non superino l’importo di 10 euro giornalieri e 150 euro mensili e l’organo sociale competente deliberi sulle tipologie di spese e le attività di volontariato per le quali è ammessa questa modalità di rimborso.”
Non riflette, l’ingenuo legislatore, che iscrivendosi a 6 associazioni e svolgendo 10 servizi di 3 ore al mese in ciascuna di queste associazioni, cooperative, fondazioni … ovvero ETS, il “volontario” recupera 900 € al mese esentasse e non pensionabile in perfetto stile di lavoro nero legalizzato lasciandosi sfruttare dai caporali del volontariato che, ormai, fanno lobby di alto bordo impegnando questi ragazzi nelle assistenze domiciliari, nei servizi di emergenza o nei centri per l’immigrazione.
Non devo certamente essere io a far notare a quanti mi onorano di leggermi, che oggi i commessi di un bar lavorano giornate intere per 300 € al mese ovvero 10 € al giorno. Un pensionato in pensione minima tira a vivere con 600 € al giorno e, se fa volontariato, potrà incrementare del 25% il suo reddito.
Non che questo non ci faccia contenti! Anche il nostro destino di prossimi pensionati potrebbe essere alleviato da tale ristoro.
Prevediamo con piacere che le file della cooperazione si ripopoleranno del corpo volontario e che così potranno fare a meno di far firmare le dimissioni all’atto delle assunzioni.

Ma non possiamo far finta anche di descrivere con profonda amarezza il cammino che intraprende la GRATUITA’ che passa da nobile principio di garanzia della spontaneità e della sensibilità dell’individuo a volgare copertura di giochi di legalizzazione del lavoro nero.

giovedì 3 agosto 2017

RIFLESSIONI SULLA RIFORMA: N. 1 – SIAMO TUTTI ETS!

Da oggi siamo tutti ETS.
Dimenticate le sigle che hanno fatto una epoca: odv, onlus, aps etc. Queste cedono il passo ad una nuova casta, agli Enti del Terzo Settore, appunto ETS!!!
Con la riforma un solo Albo Nazionale nasce ed accoglie il Volontariato vero e gratuito come l’Impresa Sociale in cui si affacciano anche i dividendi.
Secondo le tecniche comunicative di Carlo V  siamo tutti nobili.
L’episodio è famoso. Nel 1541 ad Alghero, terra catalana, Carlo V - il sovrano sui cui domini non tramontava mai il sole - dovette vedersela con una folla vociante e petulante che chiedeva titoli e onorificenze. A quel punto - pressato com’era da impegni pubblici e anche da private esigenze fisiologiche - se la cavò con un annuncio definitivo: «Estad todos caballeros», siate tutti cavalieri.
Molti si sono ispirati, nel corso dei secoli, alla lezione imperiale. Che realizza tuttavia i suoi maggiori trionfi, a ben pensarci, nell’Italia di oggi (e anche di ieri). 

Saranno le Attività a decretare l’appartenenza agli ETS. Insomma per poter essere un ETS dovrai fare certi mestieri particolari. Quali chiederete? Le cosiddette «attività di interesse generale» e che abbiano «finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale»! bellissime parole, ma nel pratico vediamo che il legislatore le ha incluse praticamente tutte, da quelle sociali e sanitarie, alla formazione, alla salvaguardia dell’ambiente, dalla cultura (editoria compresa) alle attività di turismo sociale e religioso, dalla cooperazione internazionale al commercio equo, dall’agricoltura sociale all’adozione internazionale passando per i «servizi ad enti del Terzo settore resi da enti composti in misura non inferiore al 70 per cento da enti del Terzo settore».

giovedì 27 luglio 2017

Chi paga i debiti del CARA?

Dopo i dipendenti del CPT di Bari (gestito dalle Misericordie) e quelli del CARA di Gradisca (gestito da Connecting People) ed altre vicende che si sono ripetute nelle strutture per l’immigrazione ora tocca ai dipendenti del CARA di Isola Capo Rizzuto a dover vivere quel momento in cui sparisce il datore di lavoro e non sai più chi ti deve le spettanze sacrosante dovute per il lavoro che hai svolto.

Certamente non saremo noi a dover fare proposte e trovare soluzioni anche e soprattutto perché ci sembrano ovvie e scontate pur se mai applicate.

A noi tocca difendere i diritti di coloro che risultano i più deboli in questo momento, coloro che in un mercato del lavoro asfittico si ritrovano senza lavoro e con arretrati da avere e, purtroppo senza potere contrattuale alcuno.

Figli indesiderati di uno scandalo impopolare ed incapaci di far sentire la loro voce e che, nemmeno nelle fila delle gloriose Misericordie d’Italia, trovano il conforto della Solidarietà. Tutti nascondono il problema. 
Quelli che sino ad ieri erano la forza produttiva del CARA che rendeva milioni di euro, oggi sono trattati come il relitto dei relitti.

I diretti interessati dicono: “Noi siamo in una situazione molto difficile per colpa di Misericordia ci stanno prendendo in giro tutti.”,  “… siamo depressi e sfiduciati specie nei confronti di ...Firenze. loro non stanno facendo granché per chi si trova nelle nostre condizioni causate poi da loro poi dicono che questa associazione rappresenta il massimo della Carità. Ma….”


Noi non possiamo rimanere indifferenti e speriamo che anche quelli che recentemente stanno dando ordine di limitare la diffusione dei nostri articoli, abbiano la compiacenza di fare proprio questo presente e collaborino a diffonderlo.

martedì 25 luglio 2017

D I M I S S I O N I

http://www.wereporter.it/intercettazioni-jonny-turtoro-dorina-bianchi-si-dimetta/

A questo link potrete leggere che “Paola Turtoro, portavoce regionale di Azione Identitaria Calabria, chiede le dimissioni del sottosegretario Dorina Bianchi, di Alternativa Popolare, in seguito alla pubblicazione di alcune intercettazioni tra la senatrice e Leonardo Sacco, ex governatore della Misericordia di Isola di Capo Rizzuto, arrestato nell’ambito dell’inchiesta Jonny. “

Ora noi tutti sappiamo che anche i vertici di Confederazione, a parte Leonardo Sacco, che ne sta rendendo conto alla Giustizia, sono stati coinvolti in intercettazioni al riguardo.
Non voglio trarre conclusioni affrettate né formulare richieste di dimissioni che la tracotanza di alcuni personaggi manderebbero tranquillamente nel vuoto, ma almeno vogliamo essere responsabili e fare chiarezza sulle poche proposte che sono venute da Confederazione nei giorni a seguire dopo gli eventi di Isola Capo Rizzuto.
L’alta dirigenza  della Confederazione ha proposto essenzialmente la costituzione di una Authority di sorveglianza sulle Misericordie per evitare che si ripetano cose che tutti sapevamo e che ci erano state fatte notare da autorevoli fonti nei dieci anni precedenti.
Authority si traduce in italiano con autorità non con autorevolezza!!!
Quale autorevolezza avrebbe questa dirigenza nazionale per validare una Authority di controllo se da dover essere controllata, per l’operato sin qui svolto, è proprio la Confederazione Nazionale !!!

Questa Confederazione ha commissariato, espulso senza, a volte, nemmeno motivare ai commissariati ed agli espulsi gli atti che si prendevano. Questa Confederazione ha Probiviri e Saggi che mai hanno preteso chiarezza su questi atti.
Questa Confederazione che, non per le mie personali denunce che né Corsinovi né Trucchi conoscevano, certamente sapeva da L’Espresso, da Servizio Pubblico, dalla Corrispondenza intercorsa con il Forum del Terzo Settore e dall’Avvenire, certamente sapeva di Isola Capo Rizzuto e di Lampedusa !
Questa Confederazione che non ha avuto il coraggio nemmeno di aprire una commissione di indagine su quanto si operava in quei luoghi, dovrebbe, poi, controllare e operare da Authority sulle centinaia di Misericordie e sezioni che laboriosamente e coerentemente con i nostri Principi lavorano in tutta la Penisola per la Gloria di Nostro Signore?!?!
Questa Confederazione che quando “commissaria“ Isola di Capo Rizzuto non trova di meglio che inviare colà un Dipendente a predicare di Volontariato e Gratuità?!?

Dimissioni? No, non è il caso.
Prima bisognerebbe provare vergogna per quel che si è costruito!

sabato 15 luglio 2017

Isola C. R.: a due mesi dai noti fatti di cronaca, ospitiamo il primo governatore della MIsericordia di Isola Capo Rizzuto.

In questi giorni si parla di profeti ovvero fratelli di Misericordia che avrebbero annunciato cosa sarebbero diventate ora le Misericordie e la Confederazione, infatti ci ha azzeccato in pieno.
Seppur non si e' 1244 quando il nostro volontariato si svolgeva gratuitamente con la buffa, per umilta', non si faceva nemmeno conoscere, ora nel 2017 si parla di volontari professionisti (dipendenti o come nel nostro caso dirigenti pagati e strapagati), ma anche di dipendenti che aspettano di essere retribuiti, nonostante abbiano svolto servizio, e nessuno si vuol curare di loro e prendersi le loro responsabilita', perché cari succede anche questo. Ebbene i nostri valori principali sono nel dare soccorso a chi ha bisogno. I tempi sono cambiati e anche la necessita' di avere un lavoro all'interno delle Misericordie, pero' permettetemi, non si puo' essere un dipendente di Misericordia solo per un riscontro economico o un risalto pubblicitario personale a fine a se stesso, se non si conoscono quei valori iniziali di chi ha creato con sacrifici e a bilanci zero, tutto il movimento sull'aspetto di carita' fraterna e di pietas umana. 
Il dipendente e molto più i dirigenti, maggiormente devono essere professionali e devono sempre aggiornarsi ma devono essere volontari che vivano nella pienezza della Misericordia , e ne osservano i regolamenti e soprattutto la buona condotta, altrimenti in tal caso non si chiama piu' Misericordia, ma altra associazione o cooperativa che non ci appartiene, dove alla base principale vi e' il lucro, non considerando l'onesta' , la legalità e soprattutto la moralità del servizio che si offre.
Confratello Giuseppe GUARINO

venerdì 23 giugno 2017

UN EVENTO DA SEGUIRE!

Terremoto all’improvviso
Dal 23 al 25 Giugno 2017 a Castilenti (TE)

La Misericordia di Montesilavano, da oggi per una tre giorni di dibattiti ed esercitazioni, affronterà un tema chiave dell’intervento nelle calamità in Protezione Civile: La Psicologia dell’emergenza.

La psicologia dell’emergenza ha come finalità lo studio, la prevenzione e il trattamento dei processi psichici, delle emozioni dei comportamenti che determinano prima, durante e dopo gli eventi critici.
E’ una frontiera mai affrontata a sufficienza per chi, come le Misericordie, tendE a giungere sui luoghi degli eventi calamitosi nelle ore immediatamente successive all'allarme e a permanere in quei territori per periodi lunghi sino ad assorbimento resiliente del colpo.

Come ci ricordano le brochure dell’evento: “Le emozioni inespresse non moriranno mai. Sono sepolte vive e usciranno più avanti in un modo peggiore” (Sigmund Freud)

Ci piace qui raccogliere, appunto, lo spirito con cui va senz'altro rivisto il progetto di intervento di Protezione Civile del terzo millennio. Al volontariato toccherà sempre di più di occuparsi degli aspetti di UMANIZZAZIONE dell'intervento tecnologico ed iperprofessionalizzato. 

Forse la strada battuta, anche dalle unità confederali, sino ad ora non ha avuto proprio questo segno ed è, probabilmente per questo, che l’evento (così ci viene riportato da ambienti accreditati) non è stato visto benissimo da alcuni personaggi dominanti ed intestarditi in vecchie retroguardie.

Ci sembra, invece, opportuno, dare il via a questi approfondimenti e ci auspichiamo una intensa partecipazione alla kermesse abruzzese che ci aiuta anche a ritrovarci in un momento non proprio brillante della vita confederale.

mercoledì 14 giugno 2017

Irregolari sulle ambulanze: sanzioni alle associazioni di volontariato


            tratto da  EMERGENCY LIVE
·         13 GIU 2017


L’ispettorato del Lavoro è entrato nelle sedi di alcune associazioni, verificando la realtà dei volontari in ambulanza. Risultato: 150 mila euro di multe e recupero dei contributi non versati. 25 controlli su 27 hanno dato esito positivo.

FERRARA – L’Emilia Romagna non è solo la terra della battaglia fra medici e infermieri sul riconoscimento delle competenze professionali. Inizia ad essere anche la terra dove il lavoro nero mascherato da volontariato non è più tollerato. A Ferrara infatti – dopo che qualche mese fa è iniziata una battaglia fra cooperative e associazioni ( LEGGI – LEGGI – LEGGI ) – è scattata una rete di controlli dell’ispettorato del lavoro, che ha cercato di verificare la corretta applicazione dei contratti professionali e il corretto uso della figura del volontario in ambulanza. Ne da notizia l’edizione di oggi della Nuova Ferrara con un servizio ampio, dal titolo inequivocabile: “Irregolari sulle ambulanze sanzioni per 150 mila euro”.

L’ispettorato del Lavoro ha controllato i servizi affidati dall’ASL alle associazioni di soccorso. Secondo quanto ricostruito dal braccio ispettivo dell’INPS, dai registri di alcune associazioni è emerso un impiego fuori norma di alcuni volontari: circa 400 mila euro di reddito imponibile non sono stati dichiarati all’ente previdenziale, soldi che avrebbero dovuto essere versati dalle associazioni al personale in servizio come reddito e come contributo previdenziale. In particolare gli accertatori hanno valutato come alcune persone – infermieri o autisti-soccorritori secondo la Nuova Ferrara – non fossero state inquadrate correttamente ma come volontari, mentre avrebbe dovuto esserci in essere un rapporto di dipendenza. L’accertamento ad ampio raggio dell’ispettorato è durato alcuni mesi ed è stato completato a Maggio. Vi hanno collaborato sia l’ispettorato di Ferrara che quello di Rovigo, in collaborazione con Guardia di Finanza e INPS.

Le contestazioni sono importanti: dai registri è emerso che 25 dei 27 operatori sottoposti a controllo, che erano inquadrati come volontari, avrebbero dovuto essere stipendiati come dipendenti. La loro presenza programmata sulla base di turni di lavoro infatti non sono state reputate conformi ai canoni della prestazione volontaria. Questa prestazione infatti deve essere saltuaria e non quotidiana, deve essere accessoria a un altra attività di sostentamento e non deve prevedere mansioni specialistiche (LEGGI) .
Le sanzioni erogate quindi, per i mancati versamenti dei 400 mila eruo, sono pari a 150 mila euro. I controlli sono stati effettuati poi sui compensi ricevuti dai lavoratori, che dovrebbero essere stati limitati ai rimborsi spese.

L’ASL di Ferrara nel 2016 ha quantificato attorno al 35% i servizi di trasporto sanitario assegnati al volontariato in tutta la provincia. Nel 2016 è stata però attivata una convenzione anche per quanto riguarda l’emergenza-urgenza che, fino ad allora, era stata prerogativa dell’ASL stessa. La situazione quindi dovrà essere dipanata con maggiore chiarezza in futuro, anche perché i comportamenti irregolari mettono a rischio i buoni rapporti fra le associazioni e gli stessi volontari, oltre ad alimentare un clima di diffidenza nei confronti di chi applica e utilizza con correttezza il volontariato in emergenza sanitaria.

sabato 10 giugno 2017

Torniamo alle origini

Bisogna ritrovare le motivazioni del passato e la speranza nel futuro. 
Per questo ci vuole umiltà e capacità di progetto.
Sono qualità inconciliabili con un sistema di potere feudale fatto di privilegi per gli amici e di consenso raccattato con l’antica tecnica della divisione delle truppe, costruito con epurazioni non motivate e con taciute tolleranze dell’intollerabile!
Il sistema Trucchinovi è arrivato al capolinea.
Al nuovo Consiglio, anche se generato da quel sistema malato da ingerenze oggi finalmente insopportabili, tocca il colpo di reni. Tocca ad esso chiamare il Movimento ad una riflessione che vada alla scoperta della strada smarrita.
Le Misericordie come aziende senza anima, sono un modello non più perseguibile. Antistorico per le esigenze della Società in cui lavoriamo ed a cui dovremmo portare Speranza e non corruzione. 
Modello antistorico perché va contro la nostra Storia.
La nostra proposta è un'Assemblea diffusa che discuta, che susciti l'incontro, che chiarisca gli errori del passato, che prospetti le soluzioni, che dia ruolo ai Volontari, che li faccia sentire Consorelle e Confratelli, che non si limiti ad invocare gli otto secoli di storia come un paravento ma che ne meriti l'eredità.

martedì 16 maggio 2017

MISERICORDIA PER LE MISERICORDIE



Avrei un forte imbarazzo da dove cominciare questo scritto. 

Ho deciso di cominciare dalla fine. Comincio col rispondere alla lettera riportata nel riquadro. Lettera inviata da Lisa e Luca, dopo che lo scandalo è scoppiato all’indomani della loro elezione di sabato scorso negli organi della Confederazione Nazionale delle Misericordie.

Cari Lisa e Luca, voi non siete arrivati in questo movimento da ieri ma dall’altro ieri. Entrambi conoscete da tempo quello che accadeva. Sapete che per essere eletti avete avuto appoggi da alcune aree e dato appoggio alle stesse. Avete contribuito alla perpetuazione del sistema appoggiando la continuazione della presidenza Trucchi (candidato unico che non riceve, in verità, il suffraggio nemmeno della maggioranza delle Misericordie).
Siete l’ennesimo prodotto di quel sistema che , ignaro delle nostre denunce, ci ha emarginato scoprendo giovani talenti e bruciandoli sull’altare della connivenza.

Io non vi ho votato. Io sono stato con chi, secondo i verbali ufficiali dell’ultima Assemblea, ha perso.ma che alla luce delle verità che stanno emergendo, insieme a me, a Giuseppe Di Minica, a Claudio Reali, a Santo Carnazzo, a Raoul Caneschi, a don Roberto Tempestini, etc.etc. hanno stravinto in questo tempo prendendo le distanze ed avendo il coraggio di posizioni chiare.

Se volete festeggiare la vostra elezione prendete l’iniziativa di una intensa attività penitenziale di preghiera!

Cominciate a fare i consiglieri. Consigliate a Trucchi e a Corsinovi, nuovo commissario di Isola C.R., di chiedere scusa alle migliaia di volontari, consorelle e confratelli di vera Misericordia, per avere sempre difeso le operazioni che avvenivano colà, di aver governato la Confederazione anche con quei proventi, di non aver mai esternato alcuna perplessità a riguardo.

Non fate come il Ministro Alfano. Non correte a strappare le foto imbarazzanti dall’album di famiglia! Sappiate essere all’altezza della migliore tradizione cattolica: CHIEDETE PERDONO!

venerdì 12 maggio 2017

ELEZIONI DEGLI ORGANI SOCIALI DELLA CONFEDERAZIONE DELLE MISERICORDIE D’ITALIA



“11Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. 12Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; 13perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. “              Gv 10,13


Il buon pastore è l’opposto del pastore mercenario, che fa questo mestiere solo perché pagato, che guarda alla ricompensa per il lavoro, ma che in verità non ama le pecore: queste non gli appartengono, non sono destinatarie del suo amore e non contano nulla per lui. Lo dimostra il fatto che, quando arriva il lupo, egli abbandona le pecore e fugge via: vuole salvare se stesso, non le pecore a lui affidate! (dal commento di Enzo Bianchi del Monastero di Bose)

CONSORELLE E CONFRATELLI SFORZIAMOCI DI SCEGLIERE I SEGUACI DEL BUON PASTORE E ALLONTANIAMO GLI EMULI DEL MERCENARIO !!!!!

mercoledì 10 agosto 2016

SIAMO AL PARADOSSO

Una politica che a stento riesce ad assicurare i servizi minimi punta a rendere pubblica la gestione della Protezione Civile sinora egregiamente coperta dalla benemerita associazione di volontariato Misericordia di Acerra.

martedì 23 febbraio 2016

le novità sulla Riforma del Terzo Settore

Sul nostro blog QUARTO VENTENNIO le novità e le possibili soluzioni che potranno venire dalla Riforma che approderà in primavera al Senato secondo il sottosegretario Bobba.
per chi vuole saperne di più basta cliccare sul link seguente.

https://joedes55.wordpress.com/2016/02/22/riparte-la-riforma-del-terzo-settore-cosa-bolle-in-pentola/

L'articolo si sofferma sulla idea di costituire una Fondazione Italia deputata allo sviluppo delle politiche sociali, più volte ripresa dal consulente di Renzi in materia e responsabile per la Leopolda in materia, Vincenzo MANES (nella foto).

giovedì 20 agosto 2015

Sentenza di Cassazione su Statuti e rendicontazione delle Onlus.


La Cassazione, con la sentenza n.16726/2015, ha collegato l’applicazione dei trattamenti agevolati per le Onlus in genere all’inserimento negli atti costitutivi e negli statuti di clausole dettagliate.

Secondo la Corte, non è sufficiente, per godere del trattamento di favore, la mera appartenenza dell'ente alla categoria delle onlus, né è sufficiente l'accertamento dell'ambito della loro attività a prescindere dal rispetto dei requisiti formali.

La mancanza di uno solo dei requisiti, formali o sostanziali, determina, quindi, sia la cancellazione dall'anagrafe delle onlus che il venir meno del regime agevolato.

Secondo l’Amministrazione l’associazione di cui si tratta nella sentenza richiamata, non avendo redatto il bilancio annuale e il rendiconto dei versamenti in contanti derivati dalle raccolte di fondi, non poteva godere dell'agevolazione fiscale, avendo impedito la verifica dell'inesistenza della distribuzione anche indiretta di utili e di avanzi di gestione, riserve o capitale.

La Commissione Tributaria Regionale aveva accolto l’appello dell’associazione che aveva osservato, che a fronte di una non perfetta tenuta dei registri contabili e dei libri sociali, non aveva effettuato prestazioni estranee all’attività istituzionali.


La sentenza richiamata pone definitivamente chiarezza sulla necessità di una adeguata rendicontazione contabile che consenta di determinare con certezza la destinazione legittima degli utili.

martedì 23 giugno 2015

Chi assicurerà i servizi scolastici agli alunni con disabilità?

Tante associazioni benemerite e, in particolare tante Misericordie della Campania da anni svolgono servizi di accompagnamento e servizi di assistenza e trasporto per gli alunni con disabilità sollevando le famiglie dall’impegno totale dei genitori che procurerebbe situazioni insostenibili che si andrebbero a sommare, in alcuni casi, alle notevoli difficoltà già presenti nei nuclei familiari.
Quali Enti della Campania garantiranno nel prossimo anno scolastico questi servizi  che fino al 2014 erano di competenza delle Province?
I Comuni ed i relativi piani di zona, già in difficoltà negli ultimi mesi delle precedenti annualità, si ritraggono sempre di più anche dai loro impegni penalizzando la qualità dei servizi e anche la quantità delle erogazioni.
Recentemente ha lanciato l’allarme anche la Federhand/FISH Campania, che in una lettera inviata alle Istituzioni Amministrative e Regionali chiede la risoluzione del problema entro il 1° settembre, per evitare che le famiglie procedano con denunce alla Procura della Repubblica, per interruzione di pubblici servizi.
La stessa associazione in Lombardia assicura che «Già al primo giorno del prossimo anno scolastico, in Lombardia potrebbero mancare all’appello 4.650 studenti. Sono i bambini e i ragazzi con disabilità sensoriale delle scuole di ogni ordine e grado e i giovani con disabilità che frequentano le scuole superiori. Infatti, nonostante l’allarme lanciato da più di un anno dalle associazioni delle persone con disabilità, né il Governo, né la Regione Lombardia, né le vecchie e nuove Province, né la Città Metropolitana di Milano hanno trovato il modo di garantire il diritto allo studio a questi bambini e ragazzi. Che rischiano di restare privi dei servizi di assistenza alla comunicazione, assistenza educativa e trasporto. Una condizione che li costringerebbe a restare a casa o a ridurre di molto la frequenza scolastica».
Alla nostra sensibilità intuire cosa potrebbe avvenire nel resto di Italia ed in Campania in particolare
La Legge 56/14 [la cosiddetta “Legge Delrio”, “Disposizioni sulle Città Metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni”, N.d.R.] ha stabilito che alla fine del 2014 fossero abolite le competenze delle Province riguardanti l’assistenza scolastica agli alunni con cecità e sordità nelle scuole di ogni ordine e grado, l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione e il trasporto gratuito agli altri alunni con disabilità frequentanti le scuole secondarie di secondo grado e l’edilizia sempre per le scuole secondarie di secondo grado. La stessa Legge, però, prevedeva anche che entro la fine dello scorso anno le Regioni approvassero apposite norme che riattribuissero ai nuovi Enti (Città Metropolitane e Consorzi di Comuni) le competenze delle Province.
Dobbiamo, pertanto, rappresentare la nostra forte preoccupazione per l’ancora non definita situazione della nostra Regione, chiedendo di attivare al più presto, ciascuno per le proprie competenze, tutte le misure necessarie a garantire fin dall’inizio del prossimo anno scolastico ciò che fino allo scorso anno veniva assicurato dalle Province.
L’invito è di non lasciarsi distrarre, come volontari di Misericordie, dai grandi appalti su emergenza sanitaria e immigrazione ed informare le attività in questo settore ad una azione di pungolo delle amministrazioni e dei politici sul tema della assistenza ai portatori di handicap.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti un utile riferimento è federhand.fishcampania@gmail.com.

martedì 5 maggio 2015

Terremoti, scossa di 2,4 gradi sul Vesuvio



Terremoti, scossa di 2,4 gradi sul Vesuvio


DA

Una scossa si è registrata questa mattina, poco dopo le 12.30, sul Vesuvio. 
La magnitudo è stata di 2,4 gradi a 0,1 chilometri di profondità. 
Ne dà notizia la Rete Sismica Nazionale dell'INGV. 

Comunicato
Un terremoto di magnitudo(Md) 2.4 è avvenuto alle ore 12:30:19 italiane del giorno 05/Mag/2015 (10:30:19 05/Mag/2015 - UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Vesuvio.
I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo. 

Non si sono registrati danni a persone o cose.

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=1335748&sez=NAPOLI&ssez=CRONACA&utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

martedì 28 aprile 2015

L'autoconvocazione del volontariato.

Sabato 9  maggio, Roma ospiterà l'autoconvocazione del volontariato, un'iniziativa lanciata il 5 dicembre scorso in occasione della Giornata Internazionale del Volontariato e promossa da Forum Nazionale del Terzo Settore, Consulta del Volontariato presso il Forum, ConVol - Conferenza Permanente delle Associazioni Federazioni e Reti di Volontariato e CSVnet - Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato.
Saranno coinvolti i volontari che aderiscono alle decine di migliaia di organizzazioni presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale che ogni giorno operano per il bene comune e che, attraverso il loro agire gratuito e volontario, creano occasioni di partecipazione e promozione umana e sociale.
Si inaugura un cammino che durerà sino al 5 dicembre prossimo e durante il quale il volontariato italiano (si spera Misericordie comprese) si interrogherà sulle prospettive del proprio ruolo nella società italiana ed europea di oggi.
Il dibattito non potrà prescindere da considerazioni e riflessioni circa il processo di riforma del Terzo Settore che il governo ha avviato.
Un punto nodale da mettere al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica consiste nel definire l’equilibrio tra due funzioni consolidate del volontariato: quella di advocacy, di denuncia dei soprusi e di difesa dei più deboli e quella di servizio che può sfociare nella supplenza e nel condizionamento del mercato.

sabato 28 marzo 2015

giovedì 12 marzo 2015

NAPOLI CHIAMA AVELLINO

Il fatto.
Anche il Coordinamento di Napoli si attesta su una linea di decentramento spinto e dà un improvviso colpo di accelerazione verso una profonda autonomia dalle decisioni di una conferenza regionale nominata.
Ma andiamo con ordine. Recentemente la conferenza regionale ha individuato una serie di “esperti” per le varie linee di azione chiedendo poi ai vari governatori di indicare i collaboratori locali di tali coordinatori di settore.
Ma i governatori della provincia di Napoli non sembra che abbiano gradito questo blocco di nomi,  condivisibili nelle persone, ma non condivisi nel metodo di scelta.
È scattata una ovvia rimostranza rispetto alla moda della nomina dei fedeli scudieri, sempre più in voga in questa italietta pseudo feudale di valvassini e valvassori.
Da qui nasce, nella riunione di stasera 12 marzo, una movimentata contestazione che è sfociata poi nella bocciatura del modello di statuto di conferenza che il regionale aveva avviato a ratifica.
La doglianza per la mancata partecipazione della Confederazione al bando di gara per l’emergenza territoriale dell’ASL NA3Sud, ha fatto il resto.
Alla fine della riunione ha prevalso, con quasi totalità dei presenti, un senso di responsabilità e l’esigenza di confrontarsi con altri pezzi della regione Campania che stanno ragionando sulla possibilità di costituire soggetti territoriali che autodeterminino i propri destini (vedi http://confraternitedimisericordia.blogspot.it/2015/02/autonomia-ad-avellino_16.html ). In pratica Napoli chiama il Coordinamento di Avellino al confronto per stabilire linee comuni di azione e convergenza su soluzioni condivise.

Le prime riflessioni.
È chiaro che l’assetto imposto alla base e la politica della contribuzione eccessiva, creino dissapori ed insoddisfazioni che, nella gestione di un movimento di volontariato, generano demotivazione profonda in un momento che, economicamente parlando, sta stressando non solo gli individui ma anche e soprattutto le organizzazioni sempre più estenuate da una domanda che cresce e da mezzi sempre più scarsi per fronteggiarla.
Certamente i quadri confederali non si stanno dimostrando all'altezza della situazione: sembrano non comprendere i momenti di difficoltà (tranne i loro) e allora chiedono quote più care e si inventano nuovi servizi a pagamento come la retta per i ragazzi di servizio civile.
I governatori accettano i sacrifici ma poi se vedono promossi a selettori e progettisti giovani di buone speranze lasciando nelle retrovie le certezze di chi ha sempre e gratuitamente offerto la sua esperienza, qualche legittima perplessità se la pongono!
Firenze, come la Roma del basso impero, è lontana dalle trincee e si crogiola delle antiche vestigia lisciandosi la chioma come vecchia donna al ricordo di gioventù sfiorita.

La proposta.
Non ci sembra giusto infierire proprio in questo momento di sbandamento anche sotto attacco mediatico!
Allora ci prendiamo la briga di ricordare le soluzioni che stanno nel nome.
Invitiamo, come giustamente indicato dal coordinamento di Napoli, al confronto aperto, onesto intellettualmente, sincero, corale, che richiami alle radici, alla gratuità, alle giuste motivazioni, che ripudi gli accentramenti, le deviazioni, le degenerazioni, gli arrivismi più biechi.
Ma ricordiamo che questo non basta per chi si ispira alla Misericordia Divina.
Anche un momento di raccoglimento e di preghiera non deve mancare.
Ritrovarsi a collegarsi al Padre ci ha sempre fatto uscire anche da caos peggiori.
Lo so. Molti increduli staranno sorridendo con il ghigno di chi non crede in certi Strumenti.
Purtroppo è questa la più amara e concreta certezza: le fila si sono ingrossate di soggetti che fanno finta di pregare. Preghiamo anche per loro!
Vi chiedo: sarebbe il caso di incontrarci a Pompei a metà aprile per raccoglierci e dimenticare per un giorno le convenzioni milionarie che ci hanno diviso e concentrarci sul servizio che ci è stato affidato?


venerdì 27 febbraio 2015

PIANGO I PADRI.

La potenza mediatica di una trasmissione televisiva non ci deve lasciare sconcertati.
Può da sola mettere in ginocchio secoli di storia costruiti giorno per giorno. Lo sappiamo.
La trasmissione di Servizio Pubblico di Michele Santoro del 26 febbraio, suo malgrado, ha sortito questo effetto immediato. Anche nel più recondito villaggio dove con tanto onore e tanta abnegazione, decine di volontari si sono fatti stimare al servizio della collettività, sono girati i sorrisini di scherno che tendono a smontare il teorema che ci possono essere a questo mondo persone che gratuitamente facciano qualcosa in più del dovuto per far funzionare meglio la società ed alleviare le sofferenze dei più deboli.

Non si può, del resto, gioire quando queste macchine si mettono in moto, come giustizieri implacabili, contro i soprusi, le violenze, le sopraffazioni e quant’altro ci indigna se tutte queste cose sono commesse da altri e gridare allo scandalo ed alla menzogna se ci sfiorano o ci toccano nel vivo. Ad esse si può rispondere mettendo in campo le nostre ragioni (se ne abbiamo) e tentando di convincere l’opinione pubblica che l’operazione è calunniatrice ed ingannevole. Da questo confronto viene fuori normalmente la migliore approssimazione della Verità che noi poveri mortali possiamo intercettare in questo mondo. Altrimenti capo cosparso di cenere!

Certo lascia sgomenti come una confederazione di associazioni di volontariato possa arrivare al centro di intrighi internazionali e di inenarrabili vergogne. Avremmo potuto evitare tanto con una maggiore attenzione (che da anni invochiamo) e con lo sforzo di evitare i campi minati dell’ingordigia e della presunzione di onnipotenza perché trincerati da una santa alleanza col “bene presunto” ed all’ombra di potentati politici effimeri e rappresi nel turbinio delle repubbliche.

Potremmo dire che lo avevamo detto ma sta peggio di Cassandra chi si vergogna di aver avuto ragione!

Cosa dire ai volontari che si sentono traditi, come chiedere perdono ai Papi a cui abbiamo baciato la mano e a cui abbiamo promesso fedeltà ai principi della Carità?
Non so.
Pure se queste sono domande pesanti ritengo che il pensiero più deferente debba andare ai padri fondatori che ci guardano con sguardo di ammonimento senza appello: i figli se la sono meritata tutta!!!


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martedì 24 febbraio 2015

EMERGENZA VESUVIO: RIELABORATA LA ZONA GIALLA

È ufficiale dal 13/02/2015: "Sono 63 i Comuni inclusi nella nuova zona Gialla del Vesuvio insieme ai quartieri di Barra, San Giovanni e Ponticelli del Comune di Napoli".
La zona gialla è stata riperimetrata rispetto ai precedenti piani portando dentro i comuni che possono essere interessati statisticamente dalla probabilità di superamento del 5% del carico di 300 kg/mq determinato dall'accumulo di ceneri vulcaniche. 
L’ipotesi è di un’eruzione sub-Pliniana e le probabilità sono state determinate in funzione della direzione variabile del vento. Secondo questi calcoli, spessori di deposito maggiori di 10 cm possono coprire aree a distanza di 20-50 km dal vulcano; ovviamente, l’estensione dell’area esposta alla ricaduta di ceneri dipende dall'altezza della colonna eruttiva e dalla direzione dei venti al momento dell’eruzione.
I Comuni della zona gialla sono stati definiti considerando le statistiche storiche del vento in quota, statistiche che indicano le direzioni est e sud-est come quelle dove il vento spira più giorni all'anno: perciò, nello scenario eruttivo considerato, quest'area è considerata quella con una probabilità maggiore di essere coinvolta nella ricaduta di ceneri vulcaniche con il possibile conseguente crollo dei tetti.
I 63 Comuni interessati dovranno tener conto del problema nei piani di emergenza identificando le strutture sicure staticamente per un pronto ricovero dei cittadini nel caso che si debba provvedere a evacuare la popolazione, in tutto o in parte, fuori dal Comune.
"Naturalmente l'obiettivo di medio termine - ha aggiunto l'assessore regionale Cosenza - è quello di evitare completamente queste problematiche, mettendo in sicurezza tutte le coperture della zona gialla. A tal fine la delibera approvata dalla Giunta regionale fornisce anche indicazioni sui carichi verticali da cenere (concomitanti con la pioggia), che dovranno essere considerati nella realizzazione di nuove costruzioni o nell'adeguamento delle esistenti, e sugli spessori di cenere attesi. Sarà molto importante l'adozione di tali indicazioni da parte dei Comuni che potranno inserirle nei Piani Urbanistici comunali. Finalmente poniamo rimedio ad una mancanza dei decenni passati. Anche i comuni in zona rossa potranno utilizzare le indicazioni per la messa in sicurezza delle coperture.
"Oltre al problema del collasso dei tetti, la deposizione delle ceneri vulcaniche può produrre, a livello locale, l’intasamento delle fognature, difficoltà di circolazione degli automezzi, interruzione di linee elettriche e di comunicazione, possibilità di arresto di motori. Pertanto, sono fornite indicazioni sugli spessori di cenere anche al di fuori della zona gialla: i Comuni in un’area molto vasta intorno al Vesuvio dovranno tenerne conto nella redazione dei piani di emergenza, considerando azioni per ripristinare immediatamente la funzionalità di tutti i servizi essenziali", conclude Cosenza.

"La delibera regionale – ha ribadito il capo del Dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli - è un ulteriore tassello del complesso puzzle che è la pianificazione di emergenza; infatti, si aggiunge al decreto del presidente del Consiglio dei Ministri sull'aggiornamento della zona rossa vesuviana, agli indirizzi per l'aggiornamento della pianificazione che devono essere pubblicati in Gazzetta Ufficiale. E ancora una volta emerge come la condivisione dell'intero percorso all'interno del Servizio nazionale della protezione civile sia fondamentale, partendo proprio dai Comuni."

lunedì 16 febbraio 2015

AUTONOMIA AD AVELLINO.

Il coordinamento della provincia di Avellino, guidato dal confratello Gabriele Lucido, governatore della Misericordia di Sant'Angelo dei Lombardi, è uno dei coordinamenti di Misericordie più rappresentativi d’Italia. Oltre trenta associazioni tra cui le più longeve della regione.
Ad Avellino infatti nascono le prime Misericordie della Regione Campania all'indomani del terremoto dell’Irpinia ed a seguito del seme gettato dai numerosissimi volontari che dalla Toscana e da altre parti d’Italia giunsero a dare soccorso in quei giorni di tremendo dolore.
Da decenni lo stesso coordinamento ha garantito alle popolazioni della provincia tanti servizi, tra cui il 118, guadagnandosi la stima e l’affetto delle popolazioni ed irradiando di buoni esempi tutta la regione.
In tali condizioni storiche è logico attendersi che si soddisfi una legittima istanza di autonomia che sia il riconoscimento della maturità di un movimento territoriale.
Oggi di fronte all'immobilismo degli organi regionali e nazionali, che a tutt'oggi, contrariamente a quanto accaduto in tempi non sospetti, a valle dell’approvazione del nuovo statuto, in altre regioni che hanno costituito le federazioni regolarmente fondate ed elette, la Campania resta al palo e si vede fanalino di coda nel processo di autonomia che pur aveva contribuito fortemente a far passare.
Responsabilmente, la provincia più importante della regione per il movimento delle Misericordie prende l’iniziativa e rompe gli indugi convocandosi per il 28 prossimo con all'ordine del giorno la costituzione del soggetto autonomo di livello provinciale.

È chiaro il valore provocatorio che va oltre a quello reale, pur importante, della nuova costituzione: speriamo che nelle alte sfere tra consorzi, grandi appalti e progettifici, si capisca che si deve trovare anche il tempo da dedicare alla base fatta di associazione stimate e maggiorenni.