Una politica che a stento riesce ad assicurare i servizi minimi punta a rendere pubblica la gestione della Protezione Civile sinora egregiamente coperta dalla benemerita associazione di volontariato Misericordia di Acerra.
mercoledì 10 agosto 2016
martedì 23 febbraio 2016
le novità sulla Riforma del Terzo Settore
Sul nostro blog QUARTO VENTENNIO le novità e le possibili soluzioni che potranno venire dalla Riforma che approderà in primavera al Senato secondo il sottosegretario Bobba.
per chi vuole saperne di più basta cliccare sul link seguente.
https://joedes55.wordpress.com/2016/02/22/riparte-la-riforma-del-terzo-settore-cosa-bolle-in-pentola/
L'articolo si sofferma sulla idea di costituire una Fondazione Italia deputata allo sviluppo delle politiche sociali, più volte ripresa dal consulente di Renzi in materia e responsabile per la Leopolda in materia, Vincenzo MANES (nella foto).
per chi vuole saperne di più basta cliccare sul link seguente.
https://joedes55.wordpress.com/2016/02/22/riparte-la-riforma-del-terzo-settore-cosa-bolle-in-pentola/
L'articolo si sofferma sulla idea di costituire una Fondazione Italia deputata allo sviluppo delle politiche sociali, più volte ripresa dal consulente di Renzi in materia e responsabile per la Leopolda in materia, Vincenzo MANES (nella foto).giovedì 20 agosto 2015
Sentenza di Cassazione su Statuti e rendicontazione delle Onlus.
La Cassazione, con la sentenza n.16726/2015, ha collegato l’applicazione dei
trattamenti agevolati per le Onlus in genere all’inserimento negli atti
costitutivi e negli statuti di clausole dettagliate.
Secondo la Corte, non è sufficiente, per
godere del trattamento di favore, la mera appartenenza dell'ente alla categoria
delle onlus, né è sufficiente l'accertamento dell'ambito della loro attività a
prescindere dal rispetto dei requisiti formali.
La mancanza di uno solo dei requisiti,
formali o sostanziali, determina, quindi, sia la cancellazione dall'anagrafe
delle onlus che il venir meno del regime agevolato.
Secondo l’Amministrazione l’associazione di
cui si tratta nella sentenza richiamata, non avendo redatto il bilancio annuale
e il rendiconto dei versamenti in contanti derivati dalle raccolte di fondi, non
poteva godere dell'agevolazione fiscale, avendo
impedito la verifica dell'inesistenza della distribuzione anche indiretta di
utili e di avanzi di gestione, riserve o capitale.
La Commissione Tributaria Regionale aveva
accolto l’appello dell’associazione che aveva osservato, che a fronte di una
non perfetta tenuta dei registri contabili e dei libri sociali, non aveva
effettuato prestazioni estranee all’attività istituzionali.
La sentenza richiamata pone
definitivamente chiarezza sulla necessità di una adeguata rendicontazione
contabile che consenta di determinare con certezza la destinazione legittima degli
utili.
Etichette:
cassazione,
Misericordia,
onlus,
rendicontazione,
sentenza,
statuti,
utili
martedì 23 giugno 2015
Chi assicurerà i servizi scolastici agli alunni con disabilità?
Tante associazioni benemerite e, in
particolare tante Misericordie della
Campania da anni svolgono servizi di accompagnamento e servizi di
assistenza e trasporto per gli alunni con disabilità sollevando le famiglie
dall’impegno totale dei genitori che procurerebbe situazioni insostenibili che
si andrebbero a sommare, in alcuni casi, alle notevoli difficoltà già presenti
nei nuclei familiari.
Quali Enti della Campania garantiranno nel prossimo
anno scolastico questi servizi che fino
al 2014 erano di competenza delle Province?
I Comuni ed i relativi piani di zona,
già in difficoltà negli ultimi mesi delle precedenti annualità, si ritraggono
sempre di più anche dai loro impegni penalizzando la qualità dei servizi e
anche la quantità delle erogazioni.
Recentemente ha lanciato l’allarme
anche la Federhand/FISH Campania, che in una lettera inviata alle Istituzioni
Amministrative e Regionali chiede la risoluzione del problema entro il 1°
settembre, per evitare che le famiglie procedano con denunce alla Procura della
Repubblica, per interruzione di pubblici servizi.
La stessa associazione in Lombardia
assicura che «Già al primo giorno del prossimo anno scolastico, in Lombardia potrebbero mancare all’appello 4.650 studenti. Sono i bambini e i ragazzi con disabilità sensoriale delle
scuole di ogni ordine e grado e i giovani con disabilità che frequentano le
scuole superiori. Infatti, nonostante l’allarme lanciato da più di un anno
dalle associazioni delle persone con disabilità, né il Governo, né la Regione
Lombardia, né le vecchie e nuove Province, né la Città Metropolitana di Milano hanno trovato il modo di
garantire il diritto allo studio a questi bambini e ragazzi. Che
rischiano di restare privi dei servizi di assistenza alla comunicazione,
assistenza educativa e trasporto. Una condizione che li costringerebbe a
restare a casa o a ridurre di molto la frequenza scolastica».
Alla nostra sensibilità intuire cosa potrebbe avvenire nel resto di
Italia ed in Campania in particolare
La Legge 56/14 [la cosiddetta “Legge Delrio”, “Disposizioni sulle Città Metropolitane,
sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni”, N.d.R.] ha
stabilito che alla fine del 2014 fossero abolite le competenze delle Province
riguardanti l’assistenza scolastica agli alunni con cecità e sordità nelle
scuole di ogni ordine e grado, l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione
e il trasporto gratuito agli altri alunni con disabilità frequentanti le scuole
secondarie di secondo grado e l’edilizia sempre per le scuole secondarie di
secondo grado. La stessa Legge, però, prevedeva anche che entro la fine dello
scorso anno le Regioni approvassero apposite norme che riattribuissero
ai nuovi Enti (Città Metropolitane e Consorzi di Comuni) le
competenze delle Province.
Dobbiamo, pertanto, rappresentare la
nostra forte preoccupazione per l’ancora non definita situazione della
nostra Regione, chiedendo di attivare al più presto, ciascuno per le
proprie competenze, tutte le misure necessarie a garantire fin
dall’inizio del prossimo anno scolastico ciò che fino allo scorso anno
veniva assicurato dalle Province.
L’invito è di non lasciarsi
distrarre, come volontari di Misericordie, dai grandi appalti su emergenza sanitaria
e immigrazione ed informare le attività in questo settore ad una azione di
pungolo delle amministrazioni e dei politici sul tema della assistenza ai
portatori di handicap.
Per ulteriori informazioni e
approfondimenti un utile riferimento è federhand.fishcampania@gmail.com.
martedì 5 maggio 2015
Terremoti, scossa di 2,4 gradi sul Vesuvio
Terremoti, scossa di 2,4 gradi sul Vesuvio
La magnitudo è stata di 2,4 gradi a 0,1 chilometri di profondità.
Comunicato | ||
Un terremoto di magnitudo(Md) 2.4 è avvenuto alle ore 12:30:19 italiane del giorno 05/Mag/2015 (10:30:19 05/Mag/2015 - UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Vesuvio. I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo. |
Non si sono registrati danni a persone o cose.
http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=1335748&sez=NAPOLI&ssez=CRONACA&utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter
martedì 28 aprile 2015
L'autoconvocazione del volontariato.
Sabato 9
maggio, Roma ospiterà l'autoconvocazione del volontariato, un'iniziativa
lanciata il 5 dicembre scorso in occasione della Giornata Internazionale del
Volontariato e promossa da Forum Nazionale del Terzo Settore, Consulta del
Volontariato presso il Forum, ConVol - Conferenza Permanente delle Associazioni
Federazioni e Reti di Volontariato e CSVnet - Coordinamento Nazionale dei
Centri di Servizio per il Volontariato.
Saranno
coinvolti i volontari che aderiscono alle decine di migliaia di organizzazioni
presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale che ogni giorno operano
per il bene comune e che, attraverso il loro agire gratuito e volontario,
creano occasioni di partecipazione e promozione umana e sociale.
Si inaugura
un cammino che durerà sino al 5 dicembre prossimo e durante il quale il
volontariato italiano (si spera Misericordie comprese) si interrogherà sulle
prospettive del proprio ruolo nella società italiana ed europea di oggi.
Il dibattito
non potrà prescindere da considerazioni e riflessioni circa il processo di
riforma del Terzo Settore che il governo ha avviato.
Un punto
nodale da mettere al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica consiste nel
definire l’equilibrio tra due funzioni consolidate del volontariato: quella di
advocacy, di denuncia dei soprusi e di difesa dei più deboli e quella di
servizio che può sfociare nella supplenza e nel condizionamento del mercato.
sabato 28 marzo 2015
giovedì 12 marzo 2015
NAPOLI CHIAMA AVELLINO
Il fatto.
Anche il Coordinamento di Napoli
si attesta su una linea di decentramento spinto e dà un improvviso colpo di
accelerazione verso una profonda autonomia dalle decisioni di una conferenza
regionale nominata.
Ma andiamo con ordine. Recentemente
la conferenza regionale ha individuato una serie di “esperti” per le varie
linee di azione chiedendo poi ai vari governatori di indicare i collaboratori
locali di tali coordinatori di settore.
Ma i governatori della provincia
di Napoli non sembra che abbiano gradito questo blocco di nomi, condivisibili nelle persone, ma non condivisi
nel metodo di scelta.
È scattata una ovvia rimostranza
rispetto alla moda della nomina dei fedeli
scudieri, sempre più in voga in questa italietta pseudo feudale di
valvassini e valvassori.
Da qui nasce, nella riunione di stasera 12 marzo, una movimentata contestazione che è sfociata poi nella
bocciatura del modello di statuto di conferenza che il regionale aveva avviato
a ratifica.
La doglianza per la mancata
partecipazione della Confederazione al bando di gara per l’emergenza
territoriale dell’ASL NA3Sud, ha fatto il resto.
Alla fine della riunione ha prevalso, con quasi totalità dei presenti, un
senso di responsabilità e l’esigenza di confrontarsi con altri pezzi della
regione Campania che stanno ragionando sulla possibilità di costituire soggetti
territoriali che autodeterminino i propri destini (vedi http://confraternitedimisericordia.blogspot.it/2015/02/autonomia-ad-avellino_16.html
). In pratica Napoli chiama il Coordinamento di Avellino al confronto per
stabilire linee comuni di azione e convergenza su soluzioni condivise.
Le prime riflessioni.
È chiaro che l’assetto imposto
alla base e la politica della contribuzione eccessiva, creino dissapori ed
insoddisfazioni che, nella gestione di un movimento di volontariato, generano
demotivazione profonda in un momento che, economicamente parlando, sta
stressando non solo gli individui ma anche e soprattutto le organizzazioni sempre più estenuate da una domanda che cresce e da mezzi sempre più
scarsi per fronteggiarla.
Certamente i quadri confederali
non si stanno dimostrando all'altezza della situazione: sembrano non
comprendere i momenti di difficoltà (tranne i loro) e allora chiedono quote più
care e si inventano nuovi servizi a pagamento come la retta per i ragazzi di
servizio civile.
I governatori accettano i
sacrifici ma poi se vedono promossi a selettori e progettisti giovani di buone
speranze lasciando nelle retrovie le certezze di chi ha sempre e gratuitamente
offerto la sua esperienza, qualche legittima perplessità se la pongono!
Firenze, come la Roma del basso
impero, è lontana dalle trincee e si crogiola delle antiche vestigia
lisciandosi la chioma come vecchia donna al ricordo di gioventù sfiorita.
La proposta.
Non ci sembra giusto infierire
proprio in questo momento di sbandamento anche sotto attacco mediatico!
Allora ci prendiamo la briga di
ricordare le soluzioni che stanno nel nome.
Invitiamo, come giustamente
indicato dal coordinamento di Napoli, al confronto aperto, onesto
intellettualmente, sincero, corale, che richiami alle radici, alla gratuità, alle
giuste motivazioni, che ripudi gli accentramenti, le deviazioni, le
degenerazioni, gli arrivismi più biechi.
Ma ricordiamo che questo non
basta per chi si ispira alla Misericordia Divina.
Anche un momento di raccoglimento
e di preghiera non deve mancare.
Ritrovarsi a collegarsi al Padre
ci ha sempre fatto uscire anche da caos peggiori.
Lo so. Molti increduli staranno
sorridendo con il ghigno di chi non crede in certi Strumenti.
Purtroppo è questa la più amara e
concreta certezza: le fila si sono ingrossate di soggetti che fanno finta di
pregare. Preghiamo anche per loro!
Vi chiedo: sarebbe il caso di incontrarci a
Pompei a metà aprile per raccoglierci e dimenticare per un giorno le
convenzioni milionarie che ci hanno diviso e concentrarci sul servizio che ci è
stato affidato?
venerdì 27 febbraio 2015
PIANGO I PADRI.
La potenza mediatica di una
trasmissione televisiva non ci deve lasciare sconcertati.
Può da sola mettere in ginocchio
secoli di storia costruiti giorno per giorno. Lo sappiamo.
La trasmissione di Servizio
Pubblico di Michele Santoro del 26 febbraio, suo malgrado, ha sortito questo
effetto immediato. Anche nel più recondito villaggio dove con tanto onore e
tanta abnegazione, decine di volontari si sono fatti stimare al servizio della
collettività, sono girati i sorrisini di scherno che tendono a smontare il
teorema che ci possono essere a questo mondo persone che gratuitamente facciano
qualcosa in più del dovuto per far funzionare meglio la società ed alleviare le
sofferenze dei più deboli.
Non si può, del resto, gioire
quando queste macchine si mettono in moto, come giustizieri implacabili, contro
i soprusi, le violenze, le sopraffazioni e quant’altro ci indigna se tutte
queste cose sono commesse da altri e gridare allo scandalo ed alla menzogna se
ci sfiorano o ci toccano nel vivo. Ad esse si può rispondere mettendo in campo
le nostre ragioni (se ne abbiamo) e tentando di convincere l’opinione pubblica
che l’operazione è calunniatrice ed ingannevole. Da questo confronto viene
fuori normalmente la migliore approssimazione della Verità che noi poveri
mortali possiamo intercettare in questo mondo. Altrimenti capo cosparso di
cenere!
Certo lascia sgomenti come una
confederazione di associazioni di volontariato possa arrivare al centro di
intrighi internazionali e di inenarrabili vergogne. Avremmo potuto evitare
tanto con una maggiore attenzione (che da anni invochiamo) e con lo sforzo di
evitare i campi minati dell’ingordigia e della presunzione di onnipotenza
perché trincerati da una santa alleanza col “bene presunto” ed all’ombra di
potentati politici effimeri e rappresi nel turbinio delle repubbliche.
Potremmo dire che lo avevamo
detto ma sta peggio di Cassandra chi si vergogna di aver avuto ragione!
Cosa dire ai volontari che si
sentono traditi, come chiedere perdono ai Papi a cui abbiamo baciato la mano e
a cui abbiamo promesso fedeltà ai principi della Carità?
Non so.
Pure se queste sono domande
pesanti ritengo che il pensiero più deferente debba andare ai padri fondatori
che ci guardano con sguardo di ammonimento senza appello: i figli se la sono
meritata tutta!!!
LINK UTILI
martedì 24 febbraio 2015
EMERGENZA VESUVIO: RIELABORATA LA ZONA GIALLA
È
ufficiale dal 13/02/2015:
"Sono 63 i Comuni inclusi nella nuova zona Gialla del Vesuvio insieme ai
quartieri di Barra, San Giovanni e Ponticelli del Comune di Napoli".
La zona gialla è stata riperimetrata
rispetto ai precedenti piani portando dentro i comuni che possono essere
interessati statisticamente dalla probabilità di superamento del 5% del carico
di 300 kg/mq determinato dall'accumulo di ceneri vulcaniche.
L’ipotesi è di un’eruzione
sub-Pliniana e le probabilità sono state determinate in funzione della direzione
variabile del vento. Secondo questi calcoli, spessori di deposito maggiori di 10
cm possono coprire aree a distanza di 20-50 km dal vulcano; ovviamente,
l’estensione dell’area esposta alla ricaduta di ceneri dipende dall'altezza della colonna eruttiva e dalla direzione dei venti al momento dell’eruzione.
I Comuni della zona gialla
sono stati definiti considerando le statistiche storiche del vento in
quota, statistiche che indicano le direzioni est
e sud-est come quelle dove il vento spira più giorni all'anno: perciò, nello
scenario eruttivo considerato, quest'area è considerata quella con una
probabilità maggiore di essere coinvolta nella ricaduta di
ceneri vulcaniche con il possibile conseguente crollo dei tetti.
I 63 Comuni interessati dovranno tener conto
del problema nei piani di emergenza identificando le strutture sicure
staticamente per un pronto ricovero dei cittadini nel caso che si debba provvedere
a evacuare la popolazione, in tutto o in parte, fuori dal Comune.
"Naturalmente l'obiettivo di medio termine
- ha aggiunto l'assessore regionale
Cosenza - è
quello di evitare completamente queste problematiche, mettendo in sicurezza
tutte le coperture della zona gialla. A tal fine la delibera approvata dalla
Giunta regionale fornisce anche indicazioni sui carichi verticali da cenere
(concomitanti con la pioggia), che dovranno essere considerati nella
realizzazione di nuove costruzioni o nell'adeguamento delle esistenti, e
sugli spessori di cenere attesi. Sarà molto importante l'adozione di tali
indicazioni da parte dei Comuni che potranno inserirle nei Piani
Urbanistici comunali. Finalmente poniamo rimedio ad una mancanza dei decenni
passati. Anche i comuni in zona rossa potranno utilizzare le indicazioni per la
messa in sicurezza delle coperture.
"Oltre al problema del collasso dei tetti, la
deposizione delle ceneri vulcaniche può produrre, a livello locale,
l’intasamento delle fognature, difficoltà di circolazione degli automezzi,
interruzione di linee elettriche e di comunicazione, possibilità di arresto di
motori. Pertanto, sono fornite indicazioni sugli spessori di cenere anche al di
fuori della zona gialla: i Comuni in un’area molto vasta intorno al Vesuvio
dovranno tenerne conto nella redazione dei piani di emergenza, considerando
azioni per ripristinare immediatamente la funzionalità di tutti i servizi
essenziali", conclude Cosenza.
"La
delibera regionale – ha ribadito il capo
del Dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli - è un ulteriore tassello del complesso puzzle
che è la pianificazione di emergenza; infatti, si aggiunge al decreto del
presidente del Consiglio dei Ministri sull'aggiornamento della zona rossa
vesuviana, agli indirizzi per l'aggiornamento della pianificazione che devono
essere pubblicati in Gazzetta Ufficiale. E ancora una volta emerge come la
condivisione dell'intero percorso all'interno del Servizio nazionale della
protezione civile sia fondamentale, partendo proprio dai Comuni."
lunedì 16 febbraio 2015
AUTONOMIA AD AVELLINO.
Il coordinamento della provincia di Avellino, guidato dal confratello Gabriele Lucido, governatore della Misericordia di Sant'Angelo dei Lombardi, è uno dei coordinamenti di Misericordie più rappresentativi d’Italia. Oltre trenta associazioni tra cui le più longeve della regione.
Ad Avellino infatti nascono le prime Misericordie della Regione Campania all'indomani del terremoto dell’Irpinia ed a seguito del seme gettato dai numerosissimi volontari che dalla Toscana e da altre parti d’Italia giunsero a dare soccorso in quei giorni di tremendo dolore.
In tali condizioni storiche è logico attendersi che si soddisfi una legittima istanza di autonomia che sia il riconoscimento della maturità di un movimento territoriale.
Oggi di fronte all'immobilismo degli organi regionali e nazionali, che a tutt'oggi, contrariamente a quanto accaduto in tempi non sospetti, a valle dell’approvazione del nuovo statuto, in altre regioni che hanno costituito le federazioni regolarmente fondate ed elette, la Campania resta al palo e si vede fanalino di coda nel processo di autonomia che pur aveva contribuito fortemente a far passare.
Responsabilmente, la provincia più importante della regione per il movimento delle Misericordie prende l’iniziativa e rompe gli indugi convocandosi per il 28 prossimo con all'ordine del giorno la costituzione del soggetto autonomo di livello provinciale.
È chiaro il valore provocatorio che va oltre a quello reale, pur importante, della nuova costituzione: speriamo che nelle alte sfere tra consorzi, grandi appalti e progettifici, si capisca che si deve trovare anche il tempo da dedicare alla base fatta di associazione stimate e maggiorenni.
mercoledì 14 gennaio 2015
IL MODELLO SUPER-MISERICORDIA AVANZA
Annunci fragorosi fanno sapere che il 9
gennaio scorso Confederazione e Federazioni Regionali già costituite si sono
date appuntamento alla firma del Consorzio Opere di Misericordia.
Cominciamo a vedere da dove si parte.
L’idea, molto più sana nella costituzione, parte una decina di anni fa su input
dell’allora vice presidente Nazionale Emilio Capriolo che ebbe l’idea di
consorziare le cooperative che erano nate numerose nell’alveo di Confraternite
di Misericordia.
Il bisogno nasceva dalla possibilità, che
si intuiva, di creare un network che potesse appoggiare le azioni del
Volontariato e che potesse rispondere alle crescenti iniziative di attività
professionalizzate che si andavano determinando in tutte le regioni.
Le vicende della indimenticata Millenium
travolsero tutto. Le amministrazioni che seguirono non cedettero nel progetto e
non lo difesero abbastanza anzi presto lo arenarono e lo liquidarono.
Oggi si riparte.
Chi erano i soci all’epoca? Imprese
sociali collegate a singole Misericordie e la Confederazione che determinava il
momento di unione e di raccordo.
Oggi partecipano Confederazione Nazionale
e le Federazioni Regionali già costituite.
Praticamente la quasi totalità del Consiglio
di presidenza.
Firmano
1. il presidente nazionale Roberto
Trucchi,
2. il tesoriere Maria Pia Bertolucci e Presidente del Consorzio ,
3. il presidente della Federazione Calabria – Basilicata, Consigliere Nazionale, Consigliere di Presidenza e Vice Presidente Nazionale Leonardo Sacco,
4. il presidente della Federazione Toscana e consigliere Nazionale Alberto Corsinovi,
5. il presidente della Federazione Puglia, Consigliere Nazionale, Consigliere di Presidenza Gianfranco Gilardi,
6. il presidente della Federazione Emilia Romagna, Consigliere Nazionale, Consigliere di Presidenza Israel De Vito.
2. il tesoriere Maria Pia Bertolucci e Presidente del Consorzio ,
3. il presidente della Federazione Calabria – Basilicata, Consigliere Nazionale, Consigliere di Presidenza e Vice Presidente Nazionale Leonardo Sacco,
4. il presidente della Federazione Toscana e consigliere Nazionale Alberto Corsinovi,
5. il presidente della Federazione Puglia, Consigliere Nazionale, Consigliere di Presidenza Gianfranco Gilardi,
6. il presidente della Federazione Emilia Romagna, Consigliere Nazionale, Consigliere di Presidenza Israel De Vito.
Queste sei persone hanno in mano
Confederazione e Consorzio: un Gotha Pensante e Governante per tutta l’Italia.
Stavolta il modello è ancora di più quello
della Super Misericordia che si ibrida anche a consorzio di impresa. Le scelte
sono fatte. Chi non si adegua viene espulso.
Il Volontariato è un ricordo asservito
alla partecipazione alle gare.
Si legge nel comunicato sul sito
istituzionale “Al
consorzio, che potrà partecipare a gare di appalto pubbliche e private mediante
la predisposizione di offerte in nome proprio o in nome, per conto e
nell'interesse di uno, di alcuni o di tutti i consorziati, possono
aderire tutte le Misericordie e le strutture d’impresa da esse promosse.”
Il Consorzio non costituisce un appendice
delle Misericordie ma è un mixer di associazioni di volontariato e imprese
sociali con direzione coincidenti.
Se questo è il futuro, la riforma del terzo
settore dovrà presto rivedere gli albi regionali, le esenzioni, le
facilitazioni, il sistema delle convenzioni ed il sistema delle gare di appalto
… o forse questo tipo di iniziative è fuori dal sistema?!
martedì 6 gennaio 2015
I POVERI NON POSSONO DIVENTARE UN’OCCASIONE DI GUADAGNO
Adesso che la
frase intercettata dalla forze dell’ordine (“Si fanno più soldi con gli
immigrati che con la droga”) è diventata probabilmente la più odiosa tra quelle
pronunciate dai membri della cupola mafiosa capitolina, torna alla mente una
denuncia della Caritas di Roma affidata ad una nota appena dopo i fatti di Tor
Sapienza. La Caritas scriveva: “E’ il risultato di anni di abbandono, ma al tempo
stesso l’effetto di politiche sbagliate verso i rom e i rifugiati, senza sforzi
per l’integrazione e improntate soprattutto all’emergenza, frutto di
istituzioni che non collaborano, di cooperative senza scrupoli che poco hanno a
cuore la sorte delle persone che le sono affidate, di territori dimenticati
dalla istituzioni, in cui sono parimenti vittime italiani e immigrati”. (Alberto
Bobbio, Famiglia Cristiana, 5 dicembre 2014)
«Dietro l’impegno
sociale si nascondono anche affaristi», perché «dovunque c’è da fare affari le
organizzazioni criminali si lanciano». Lo dice Raffaele Cantone, magistrato e Presidente dell’Autorità anticorruzione, intervistato
il 5 dicembre da Radio anch’io. «So quanto è pericoloso quanto sto per dire»,
aggiunge, «ma è importante anche per tutelare chi lavora bene: nel mondo
dell’assistenza c’è il meglio dell’Italia, ma ci sono anche gli affaristi». «Il
mondo cooperativo talvolta è meramente fittizio», insiste. «Nell’interesse
degli onesti bisogna fare un’operazione di grande trasparenza»…. dice bene Cantone: i criminali si infilano ovunque c’è uno spazio per lucrare e fare
affari. (Luciano Scalettari @lusca19 ,
Famiglia Cristiana, 5 dicembre 2014)
La carità non fa bene solo all'anima. (Massimo
Gramellini @Gramellini 6/12/2014 Che tempo che fa - RAI 3)
Queste frasi
dello scandalo sono finite su tutti mezzi d’informazione negli stesse ore in
cui Papa Francesco, parlando ai volontari del Focsiv e alla Premiata come
volontaria dell’anno Maria Luisa Cortinovis (da 47 anni cooperante in Ecuador)
sottolineava che «i poveri non possono diventare un’occasione di guadagno».
Per un'economia in
parte malavitosa e in parte clientelare: dai trafficanti alle coop. L'Ue ci
addita il virtuoso esempio di Germania e Svezia, primi paesi per numero di
domande di asilo. Ma, a parte il fatto che l'Italia nel 2014 ha avuto il
maggior aumento delle domande di asilo (+144%, mentre la media europea si ferma
al di sotto del +20%), in Germania e Svezia i profughi non arrivano su barche
scassate, stremati e bisognosi di aiuto pubblico, restando il tempo necessario
a rimettersi in sesto, arrivano per sistemarsi e diventare produttivi al
servizio di economie cui la manodopera fa comodo. Eppure questa marea umana
mette in modo un sacco di soldi anche da noi. Siamo un punto di passaggio
obbligato.
Eccoli, i numeri
del fenomeno. Dal primo gennaio a metà ottobre 2014 abbiamo fatto fronte a 918
sbarchi di 146.922 migranti, l'11% donne e il 21,2% minori. Per il Censis è
un'emergenza «senza precedenti». Nel 2011, pur con le primavere arabe, gli
arrivi erano stati 63mila, 13mila nel 2012 e 43mila in tutto il 2013. E le
rotte provano che c'è dietro un traffico organizzato: il grosso dei profughi
parte da Paesi lontani tra loro, Eritrea e Siria, ma passano sempre per il
Sudan e l'Italia. Viaggi rischiosissimi, pagati fino a 5.000 euro a testa, che
possono fruttare anche 1,3 milioni di euro a tratta. Prima attraverso il
deserto su pick up stracolmi e poi via mare, su barche malridotte. Gli eritrei
pagano meno e viaggiano nella stiva, con poca aria, cibo, acqua, e il maggior
rischio di lasciarci la pelle in caso di difficoltà di navigazione. Che non
sono un'optional ma, da quando c'era Mare Nostrum, una costante prevista dai
trafficanti. Non appena ci si allontana dalle coste e il mare si fa grosso, gli
scafisti hanno istruzione di telefonare alle autorità italiane per farsi venire
a prendere.
C'è
anche chi finisce male ancora prima di partire. Alcuni vengono venduti dai trafficanti
a bande di beduini che li tengono prigionieri sottoterra nel Sinai. Potranno
proseguire il viaggio solo se le famiglie mettono insieme i riscatti, fino a
30.000 dollari. Altrimenti verranno loro espiantati i reni, per venderli. Da il Giornale.it del 4/1/2015.
Oggi festa dell’Epifania, festa in cui Iddio incarnato si rivela a tutti
noi, anche a noi delle Misericordie, guardiamoci
intorno, guardiamoci dentro e ricordiamoci il monito di quel Papa che abbiamo
voluto incontrare appena qualche mese fa: «i poveri non possono diventare un’occasione di
guadagno».
Auguri
di buon anno. Peppe De Stefano
sabato 6 dicembre 2014
RISOLUZIONE N. 102/E dell'Agenzia delle Entrate e obbligo di tracciabilità per le ONLUS
L’obbligo di tracciabilità
previsto dall’articolo 25, comma 5, della legge 13 maggio 1999, n. 133, trova
applicazione anche nei confronti delle associazioni senza fini di lucro e delle
associazioni pro-loco.
Questo il link per la RISOLUZIONE N. 102/E pubblicata
dalla Agenzia delle Entrate che ha recentemente sancito l’obbligo della
tracciabilità anche per le associazioni senza fini di lucro:
Recentemente
con la risoluzione del 19 novembre scorso l’Agenzia ha preso posizione sulla
controversa questione dando, si spera, una parola definitiva riassunta di
seguito.
PARERE AGENZIA
L’articolo
25, comma 5, della legge n. 133 del 1999 dispone che i pagamenti effettuati a
favore di società, enti ed associazioni sportive dilettantistiche, nonché i
versamenti da questi operati, se di importo superiore a lire 1.000.000 [euro
516,46], “sono eseguiti (…) tramite conti correnti bancari o postali a loro
intestati ovvero secondo altre modalità idonee a consentire all’amministrazione
finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli, che possono essere stabilite
con decreto del Ministro delle finanze (…)”.
In
attuazione del citato articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999, il
decreto del Ministro delle finanze 26 novembre 1999, n. 473, ha individuato,
all’articolo 4, le modalità di effettuazione dei versamenti effettuati dagli
enti sopra richiamati, comprese le erogazioni liberali a favore degli stessi, i
contributi a qualsiasi titolo concessi, le quote associative ed i proventi che
non concorrono a formare il reddito imponibile, stabilendo che tali versamenti
possono essere eseguiti, oltre che tramite conti correnti bancari o postali,
anche mediante carte di credito o bancomat. Analoghe modalità devono essere
utilizzate per l’effettuazione dei pagamenti a favore dei medesimi enti (sempre
che siano di importo superiore alla soglia normativamente prevista).
In sostanza, l’articolo 25, comma 5, della legge n. 133
del 1999 impone il ricorso a mezzi di pagamento che consentano la tracciabilità
delle movimentazioni di denaro al fine di garantire lo svolgimento di efficaci
controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria.
La stessa disposizione ricollega chiaramente la
previsione delle specifiche modalità di pagamento e versamento alla possibilità
di continuare ad applicare le disposizioni agevolative di cui alla legge n. 398
del 1991. In sintesi, il citato articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del
1999 si applica non solo ai soggetti richiamati dal medesimo articolo ed a
quelli cui siano state espressamente estese le “altre disposizioni
tributarie riguardanti le associazioni sportive dilettantistiche” ma anche
alle associazioni senza fini di lucro e alle associazioni pro-loco, in quanto
destinatarie del regime fiscale recato dalla legge n. 398 del 1991.
Quanto poi alla seconda questione, si ritiene che, in
linea con quanto sostenuto dall’istante, qualora vengano meno nel corso
dell’anno i presupposti per l’applicazione del regime speciale di cui alla
legge n. 398 del 1991, ivi compreso quindi il requisito della tracciabilità dei
pagamenti, l’applicazione del tributo con il regime ordinario dovrà avvenire
dal mese successivo a quello in cui sono venuto meno i requisiti (cfr.
circolare n. 247/E del 1999, come modificata dalla circolare n. 43/E del 2000,
nonché la risoluzione n. 123/E del 2006).
CHI HA DIRITTO AL REGIME AGEVOLATO INTRODOTTO DALLA
398/1991
L’introduzione delle legge n. 398
del 1991 ha apportato importanti novità nel panorama normativo del terzo
settore, a favore di quegli enti che, accanto all’attività istituzionale
intendono svolgere anche una attività di natura commerciale.
Le categorie di enti non profit
che possono beneficiare delle agevolazioni introdotte dalla legge in esame
sono:
·
Associazioni sportive
dilettantistiche iscritte al Coni
·
tutte le associazioni
senza scopo di lucro e pro-loco (a seguito dell’introduzione dell’art.
9-bis del D.L. n. 471/1992, convertito in Legge n. 66 del 6/2/1992);
·
società sportive
dilettantistiche, in qualunque forma
costituite (art. 90 legge 289/2002);
·
associazioni bandistiche e ai cori amatoriali,
alle filodrammatiche, di musica e danza popolare (art. 2
comma 31 legge n. 350 del 24/12/2003).
QUESTI SONO I REQUISITI NECESSARI PER L’ACCESSO AL
REGIME
|
Requisiti soggettivi
|
Requisiti oggettivi
|
|
Hanno accesso al regime 398/91
gli enti associativi che contemporaneamente:
·
Non perseguono finalità di lucro nello svolgimento dell’attività
istituzionale;
·
Svolgono un’attività sportiva riconosciuta dal Coni (dunque risultano
iscritte nel relativo registro) e sono affiliate ad una Federazione Sportiva
Nazionale o ad un Ente di Promozione Sportiva riconosciuti dal Coni (se
trattasi di associazioni o società sportive dilettantistiche).
|
Le Associazioni devono dimostrare di aver avuto:
·
Proventi dell’anno precedente, derivanti dall’attività commerciale, non
superiori a euro 250.000.
|
Restiamo a disposizione per approfondimenti. scriveteci a : joedes@virgilio.it .
martedì 2 dicembre 2014
Questione Palagiano: si accende il dibattito!
Ci giungono dettagliate
puntualizzazioni sul caso di Palagiano che di seguito riportiamo in estratto
per chiarezza di informazione. A scrivere è la dottoressa Mariangela Palazzo,
che ha svolto il ruolo di commercialista dell’Ass. Confraternita Misericordia
di Palagiano dal 2012 al 2013.
“Fino all’Ordinanza di Sospensione del Tribunale di Taranto del
04.12.13, ignoravo le beghe giudiziarie subdole che serpeggiavano, ed ero
estranea ai rapporti degli associati. Il Direttivo Sospeso da detta Ordinanza
ha ritenuto di portarmi dall’allora legale dell’Associazione per comprendere il
significato di tale Ordinanza, e rilevando, a mio personale parere molta
confusione, mi sono attivata per fare chiarezza, fino ad entrare nel merito
della questione che ritengo senza parole!!!
Tutto ha origine da un Direttivo con mandato scaduto, al di sotto del
minimo legale, senza libro associati e che non provvedeva a convocare
l’assemblea di rinnovo. Gli associati chiedevano l’intervento della
Confederazione per mettere fine a tale gestione. Ecco che la Confederazione
invia una sua delegazione per provvedere alle regolari nuove elezioni. E
finalmente il 20 Aprile 2012 l’Associazione di Palagiano riesce a rinnovare i
suoi organi.
Ma viene commessa, in buona fede, una superficialità, nessuno
controlla la regolarità delle convocazioni, fatte ad opera del resistente
uscente organo direttivo. Bene questo errore è fatale per la serenità
dell’Associazione, perché l’uscente, non più desiderato dagli associati, non
accetta la sconfitta ed impugna in Tribunale il vizio di forma nella
convocazione dell’assemblea elettiva, invocando che era stata inficiata la
democraticità.
omissis
No, era solo l’inizio dell’uso artato del diritto. L’Ordinanza di
Sospensione non ha annullato assolutamente le elezioni, infatti, ha sospeso,
nelle more, il Direttivo in essere, tanto che il giudizio è allo stato ancora
in corso, e l’udienza è fissata per febbraio 2015, in cui si discuterà,
appunto, se fu veramente lesa la democraticità, tanto che qualcuno non sapesse
delle elezioni.
Non per diritto, ma quale considerazione di buon senso, richiamo
l’attenzione di tutti su un aspetto: chi convoca l’assemblea elettiva?
L’Uscente. Chi ha impugnato le elezioni? L’uscente. Ma il vizio da chi è stato
creato? Dall’uscente.
La Confederazione ha una responsabilità: la superficialità, ma certo
in buona fede! Vi chiederete perché la Sospensione allora? Purtroppo il caos
crea errori. La difesa del Direttivo Sospeso non è riuscita a linearizzare la
questione che come vedete è sin troppo chiara, ed il Giudice nel dubbio di una mala gestio ha sospeso.
omissis
Come se non bastasse, il vecchio direttivo avrebbe dovuto far rilevare
al Giudice che si ritrovava nello stesso giudizio Attore a titolo personale e
resistente quale rappresentante legale, ma non ci ha neanche pensato. Gli
associati nella disperazione più totale hanno invocato varie volte il
Commissariamento Confederale nuovamente, siamo al dicembre 2013. La
Confederazione, volendo rimanere estranea, ha invitato il Rivissuto Direttivo
ad una convocazione assembleare al fine elettivo, ma non ci pensavano proprio,
certi di non avere i consensi della base.
Finalmente la Confederazione scende in campo per ripristinare la legalità
e nomina il Commissario o, meglio, il Delegato, finalizzando la nomina a
portare gli associati a nuove elezioni. Siamo al 07.02.2014. A cosa è servito
ci chiediamo ad oggi?
omissis
Il rivissuto direttivo NON RICONOSCE IL COMMISSARIO e gestisce,
“comanda”, non si discute! Il diritto? È una cosa che si mangia. Dal 07.02.14
il rivissuto direttivo si ricorda che non riconoscendo la nomina confederale
doveva quantomeno impugnarla, e lo fa il 31.03.14, dopo quasi due mesi,
dinnanzi ai Probiviri Nazionali Confederali.
Il Tribunale è lento e la procedura pur in presenza di evidenze non è
scavalcabile, i Probiviri sono un po’ più veloci, e dal 31.03.14 in data
17.10.14 si esprimono. E’ valida la nomina Confederale. (Io personalmente da
dottore commercialista con revoca di mandato ad opera del rivissuto direttivo,
alla richiesta di consegna documentale da parte dello stesso, non mi sono mai
rifiutata. Ho solo chiesto dimostrazione di legittimità a consegnare al direttivo
rivissuto in luogo del commissario. La risposta? Causa contro di me. Giudizio
che li ha visti perdenti, ovviamente, e che ha confermato la validità della
Nomina Confederale.)
In data 04.11.13 anche il Tribunale ha emesso una sentenza dando per
valida la nomina del Commissario Confederale. Dal 07.02.14. Di contro il
Commissario “spaventato” dal 07.02.14 ad oggi 01.12.14, nonostante l’ormai
evidente chiarezza, se mai ci fosse stato il dubbio, non sappiamo cosa aspetta,
è inerte.
Il mandato Confederale ricevuto non è di fatto eseguito. Gli associati
continuano a vivere nel caos, dei signori non si sa a che titolo gestiscono di
fatto, il commissario è fermo e l’assemblea è delegittimata.
Ecco la verità della triste storia dell’Ass. Misericordia di
Palagiano, che continua ad essere depauperata con le spese legali, perché le
cause sono foraggiate dalla cassa dell’Associazione ovviamente!!!
omissis
Ma vi siete chiesti da cosa nasce realmente tale scempio?
Da alcuni soci fondatori Amici che ad un certo punto litigano ed
iniziano ad “usare” i volontari più operativi, ragazzi, che tenevano davvero
alla vita associativa ed ignoravano una serie di aspetti, e diventano centrali delle
loro beghe accollandosi querele e cause con il loro portafoglio.
Oltre il danno associativo, la beffa personale!!!!
Mariangela
Palazzo
lunedì 24 novembre 2014
martedì 21 ottobre 2014
Legge di stabilità e non profit, le novità
Tratto integralmente da
LEGGE DI STABILITÀ
17/10/2014
Legge di stabilità e non profit, le novità
di Riccardo Bonacina
Misure finalmente riparative per donazioni alle Onlus e 5
per mille. Gli stanziamenti sui Fondi sociali e per la legge Delega, ed altro
ancora.
Centododici pagine e 47 articoli, questa è la Legge di
stabilità licenziata mercoledì 15 ottobre dal Consiglio dei ministri e che entrerà
in vigore il 1 gennaio 2015 dopo i passaggi parlamentari. “Una manovra
espansiva . Ha una filosofia precisa che va salvaguardata. I suggerimenti sono
bene accetti ma a saldo zero", ha avvertito Renzi.
Che novità per il Terzo settore e non profit? Ecco le
principali:
- Fa una certa (buona) impressione all’art. 3 il super stanziamento per realizzare i propositi del piano del Governo sulla “Buona Scuola”, 1 miliardo nel 2015 e 3 miliardi nel 2016. Riferiti certo al piano straordinario pdi assunzioni docenti, ma anche all’alternanza scuola-lavoro e ai progetti di scuole aperte.
- All’art 14 sono previsti 50 milioni per la cura delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d’azzardo. Ed è la prima volta che una legge di stabilità prevede tale stanziamento.
- All’art. 15 una buona notizia per le Onlus ed anche una vittoria per la battaglia che Vita insieme a tante organizzazioni aveva intrapreso a fine 2013 riguardo le disparità tra donazioni ai partiti e donazioni alle Onlus previste dalla Riforma Letta sul finanziamento ai partiti. Bene ora la Legge di stabiltà del Governo Renzi ristabilisce un quadro di pari opportunità: le detrazioni per donazioni alle Onlus, infatti, sono previste al 26% per importi non superiori a 30.000 euro (il limite precedente era di 2.065 euro!).
- Un'altra epocale notizia all’art. 17 comma 5, dopo 8 anni, finalmente, per il 5 per mille previsto uno stanziamento certamente capiente a far sì che il 5 per mille sia effettivamente 5 e non 4 o 3!. Lo stanziamento è di 500 milioni.
- Stabile lo stanziamento per il Fondo politiche sociali previsto in 300 milioni. Interessante la quota aggiuntiva di 12,5 milioni destinata ai minori non accompagnati e i 100 milioni destinati al rilancio di sistemi territoriali di servizi socio-educativi per la prima infanzia (art. 17 comma 10).
- Al comma 8 previsto un sostanzioso incremento dell'unica misura in campo contro la povertà, la discussa Social card, lo stanziamento è di 250 milioni (era di 50 mln).
- Al comma 11 dello stesso articolo il Fondo per la non autosufficienza stabile a 250 milioni.
- Al comma 21 dell’art. 17 lo stanziamento per quanto previsto dalla Legge di Riforma delega sul Terzo settore, impresa sociale e Servizio civile. Queste le cifre: 50 milioni nel 2015, 140 milioni nel 2016, 190 milioni nel 2017. Pochi rispetto a quanto previsto nel testo della Delega.
sabato 18 ottobre 2014
da Lampedusa all' Irpinia passa il modello della SuperMisericordia
Di seguito potete leggere una corrispondenza a distanza che
non ci fa onore.
L’antefatto è riassunto brevemente nella decisione
dell’ultima assemblea confederale delle Misericordie in cui, abbastanza
inopinatamente, la Misericordia di Calitri è stata messa alla porta (vedi anche
il post del 28 maggio 2014 “un caso di Giustizia” su questo blog). In seguito
alla sospensione ed alla espulsione la confederazione, contrariamente ad altri
casi, sottraeva alla Fraternità di Misericordia di Calitri la gestione dei
punti di 118 del territorio ad essa affidati da decenni, affidandoli, senza
parere del coordinamento della provincia, alla Misericordia di Montella.
Non contenti della immotivata persecuzione gli organi
confederali, anche ora contro ogni prassi e precedente caso, nel mese di
settembre fanno girare la seguente missiva che il comune di Calitri affigge
nelle bacheche del paese in ossequio a non bene precisate norme di pubblicità
unilaterale di faccende private!
Altri commenti alla intelligenza dei lettori.
A tanto la
Misericordia di Calitri risponde in questi giorni così:
Giacciono nel
frattempo in confederazione ricorsi ai probiviri inevasi, richieste di chiarimenti
da parte di autorità ecclesiastiche e monta il caso dell’Alta Irpinia dove si
stanno consolidando piccoli potentati che poco sanno di volontariato e che
agiscono a prescindere dagli organi democratici di confederazione (il
Coordinamento della Provincia di Avellino si era espresso contro la espulsione
di Calitri!) con il coordinatore completamente esautorato delle funzioni e dove
imperversano plenipotenziari e fiduciari con accento toscano ad imporre
condizioni non condivise dal territorio sullo stile Benevento!
In fondo
anche l’affaire Lampedusa rientra nella strategia di accentramento della
gestione ispirata alla idea di confederazione SuperMisericordia che supera e
mortifica il concetto di autonomia ed autodeterminazione dei territori. Come a
Lampedusa si avalla la linea dell’appalto che contempera gli interessi
superiori delle ragion di stato ( http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/04/lampedusa-riapre-il-centro-migranti-a-dirigerlo-il-suocero-del-fratello-di-alfano/1143347/
) e si scoraggiano e si confondono le
potenzialità del territorio che in quel caso si chiamano Misericordia di Palermo, così in Campania si utilizzano i capetti per far passare un concetto estraneo al movimento di efficienza aziendalistica per tappare le falle di bilancio che si sono create.
Ovviamente la stessa pavida amministrazione confederale è pronta a riconsiderare queste strategie quando si trova tra la Sicilia
e e la Campania!
Iscriviti a:
Post (Atom)






